«Una speranza di entrare in Champions ancora c'è, seppur minima, e dobbiamo mantenerla viva finché l'aritmetica non ci condanna: battiamo la Juve, poi si vedrà». Ruggiero Rizzitelli va dritto alla sostanza, lui che in campo dava sempre tutto e non mollava mai. «Ci serve una vittoria. La Roma la deve ai suoi tifosi, a tutta quella gente che risponderà presente riempiendo lo stadio. Poi la Juve è sempre la Juve, questa è una sfida molto sentita da tutto il popolo giallorosso». Rizzitelli ai bianconeri segnò nell'1-1 del 1992 (pareggiò Baggio all'Olimpico) e nello 0-2 del Comunale (il secondo gol, dopo il vantaggio di Berthold), era il 1991 e la Roma conquistò la semifinale della Coppa Italia, poi vinta per la settima volta. «Sono tra i gol in giallorosso che ricordo con più piacere, anche la doppietta che feci ai bianconeri indossando la maglia granata però...». 

Il Torino vinse il suo ultimo derby in trasferta nel 1995 (1-2) proprio grazie ai gol di Ruggiero. «Io affrontavo tutte le partite con la stessa voglia, ma avere davanti la Juve ti tirava fuori qualcosa in più. E ancora oggi è così. La Roma si troverà di fronte una squadra senza stimoli particolari ma che si giocherà la sua partita, non va sottovalutata la voglia di Ronaldo di vincere la classifica dei bomber, neanche quella di chi deve guadagnarsi la conferma. Non dobbiamo fare calcoli: vanno vinte tre partite, poi si tireranno le somme di una stagione che non è stata all'altezza delle aspettative. È iniziata male, proseguita peggio, per com'è andata entrare in Champions sarebbe un mezzo miracolo. Almeno bisogna andare in Europa League dalla porta principale ed evitare i preliminari: non sarebbe una buona cosa per la prossima stagione, una catastrofe a livello fisico. E proprio il fattore fisico è stato determinante in negativo per il fallimento di questa stagione». In che senso? «Che la Roma non è mai stata bene atleticamente. Non ho mai creduto che le difficoltà fossero dovute ad una questione di testa: se le gambe non girano non vai da nessuna parte. E le gambe non hanno girato come avrebbero dovuto. Poi tutti quegli infortuni: la preparazione per il prossimo anno dovrà essere diversa». Rizzitelli non vede l'ora di mettersi alle spalle questa stagione, e già pensa alla prossima. «Personalmente mi auguro che venga un allenatore italiano. La pista straniera non mi convince del tutto».