Una vittoria romana e romanista. Per carità, non vogliamo togliere niente a nessuno degli altri, ma seguiteci in questo piccolo ragionamento. Alessandro Florenzi è entrato in campo con la fascia di capitano. Lorenzo Pellegrini ha ritrovato una maglia da titolare realizzando il suo primo gol in giallorosso, sotto la Curva Sud, festeggiato con un urlo che ci stava tutto. La stessa Curva Sud, prima del fischio d'inizio, ha dedicato uno striscione a Daniele De Rossi, il capitano squalificato per la sciocchezza di Genova, uno striscione che diceva tutto, «Sangue romano DDR nostro capitano». E in tribuna, dall'alto, controllava tutto Francesco Totti, insieme ad altri trentacinquemila cuori romani e romanisti. Ci sta, insomma, che il tardo pomeriggio di venerdì primo dicembre, un orario d'inizio che bisognerebbe querelare qualcuno, possa essere ricordato come quello di una vittoria romana e romanista. E la copertina, questa volta,non può che essere dedicata a Lorenzo Pellegrini. Suo il terzo gol di una partita che ha visto la Roma tirare trentasette volte verso la porta avversaria, facilitata da una superiorità resa ancora più imbarazzante dall'espulsione dopo nove minuti di Felipe. Il suo,soprattutto, è stato il primo gol con la maglia della Roma, quella del primo ed eterno amore che non si scorda mai. Lo aspettava da quando era rientrato a casa, scegliendo di non dare retta alle sirene che gli arrivavano dalla mezza Italia del calcio che conta (Juventus e Milan), puntando forte sulla Roma, Di Francesco e se stesso. E contro la Spal, è arrivata la risposta che voleva e aspettava: «È stata un'emozione fortissima segnare quel gol sotto la Curva Sud. Lo volevo tanto, ci sono riuscito e ora sono davvero contento. Soprattutto perché questa rete, la mia prima in serie A con la maglia giallorossa, è coincisa con una bella vittoria che ci rilancia in classifica. Questi sono tre punti importanti che certificano la reazione che abbiamo avuto dopo il pareggio con il Genoa. Credo che per me questa contro la Spal sia stata una delle migliori partite con la maglia giallorossa. Ci voleva».

Che avrebbe segnato, nel prepartita glielo aveva anticipato Kevin Strootman. I due, chiacchierando, si erano detti come fosse ormai arrivata l'ora del gol anche per i centrocampisti, fino a ieri solo Nainggolan c'era riuscito, «uno di noi deve segnare», gli aveva detto l'olandese con la faccia ingrugnita. Visto come è andata, sarà il caso che i due prima delle partite si facciano sempre qualche bella chiacchierata. Entrambi erano ancora a quota zero. Entrambi negli ultimi tempi erano stati un po' criticati per prestazioni al di sotto delle aspettative. Entrambi non potevano dare una risposta migliore: «È' vero che con Strootman prima della partita ci siamo parlati. E ci siamo detti che dovevamo far finire questa leggenda che i centrocampisti della Roma non fanno gol. Abbiamo segnato tutti e due e sono molto contento anche per lui. Avevamo bisogno di tornare subito alla vittoria e rispondere sul campo. Io sono il primo a sapere che a Madrid contro l'Atletico non avevo giocato bene, so di aver sbagliato, ma so anche che nel calcio per ripartire,la prima cosa da fare è continuare a lavorare. In questa Roma lo fanno tutti. Ora dobbiamo subito pensare alla prossima, con Di Francesco funziona così».

Con Di Francesco, inoltre, funziona Pellegrini. Soprattutto per quel suo calcio in verticale che ne fa un centrocampista capace di diventare l'uomo in più in fase offensiva: «Cerco sempre di andare avanti, diventa anche più facile quando al fianco hai esterni veloci, così diventa più semplice verticalizzare, visto che hai sempre una soluzione a cui affidarti. Con Florenzi poi mi trovo a meraviglia, ci capiamo al volo, giochiamo con tranquillità. Ma al di là delle prestazioni personali, quello che conta è come gioca la squadra. E contro la Spal lo abbiamo fatto bene segnando tre gol, potendone fare parecchi altri». Una Roma così può legittimare qualsiasi sogno. Anche il più ambizioso.La strada è ancora lunga,ma la Roma è lì, deve recuperare una partita e le altre non sono scappate. In più ieri, contro la Spal, Di Francesco ha ritrovato due giocatori come Schick ed Emerson Palmieri, ricostituendo quella rosa con due giocatori per ruolo che aveva chiesto alla società nel momento in cui aveva firmato il contratto. Sognare si può: «Io a questo tipo di discorsi sono solito rispondere che noi dobbiamo pensare solo alle nostre partite. Vinciamo, poi faremo i conti. Questo non toglie che siamo una squadra molto ambiziosa, non lo abbiamo mai nascosto. Abbiamo già dimostrato di poter essere competitivi con tutti. Possiamo migliorare e questo ci dà grande fiducia per il futuro. Ora pensiamo al Qarabag, sarebbe fantastico vincere il girone». Davvero, fantastico.