L'ultima spiaggia. Non sappiamo voi, ma noi siamo stufi di sentirlo dire o vederlo scritto. Non è mai stato vero, peraltro. Perché questo campionato che, Juve e Napoli a parte, le altre squadre stanno giocando (si fa per dire) al contrario, ne ha garantite una marea di ultime spiagge. Dicendo sempre il falso. Perché poi ce ne è stata sempre un'altra, un'altra ancora e via di questo passo. Soprattutto per questa Roma che non è mai stata una squadra, con un gioco che è rimasto sempre nascosto nella capoccia dei tecnici, assemblata male, anzi peggio, con una condizione fisica che è roba ormai studiata nelle università, una tendenza al tafazzismo che garantisce felicità a tutti quelli che, in mancanza totale di altri orgasmi, sanno solo sparare sull'ambulanza per provare l'ipotesi di piacere degli invertebrati.

Ora, però, ci siamo proprio all'ultima spiaggia. Almeno in chiave inseguimento di quel quarto posto che vuole dire Champions con tutte le conseguenze del caso sui numeri del bilancio di oggi e domani. L'ultima spiaggia si chiama Marassi, casa di quella Sampdoria che chissà se lunedì prossimo sarà ancora del goliardico (il termine sarebbe un altro ma preferiamo evitare querele) Ferrero, lo stadio del secondo scudetto, lo stadio che si alzò in piedi ad applaudire per quel sinistro da svenire del Capitano, lo stadio che speriamo possa essere ultima spiaggia anche tra qualche settimana quando ci si ritornerà per sfidare il Genoa. La Roma non avrà alternative, tornare alla vittoria, conquistare i tre punti per dare un segnale a se stessa, ai suoi tifosi, alle altre squadre che sono in corsa per quel quarto posto che vale una cinquantina di milioni. A dar retta al passato più o meno recente, le avversarie potrebbero pure dormire sonni tranquilli. La Roma di quest'anno è sempre stata una garanzia, ma per gli altri. Quando doveva sfruttare un'occasione, ha puntualmente garantito il contrario. Escluso il derby del girone d'andata, non ha mai dato una risposta che potesse riconciliare con il sorriso una tifoseria a cui bisognerebbe fare un monumento.

Dopo le tante, troppe, delusioni, abbiamo sempre sentito dire, il campionato è ancora lungo, sapremo riprenderci, c'è spazio per recuperare sulle squadre che ci stanno avanti, siamo consapevoli della nostra forza e lo dimostreremo. Ecco, dopo la Samp, nel caso di un nuovo flop, non sarà possibile neppure aggrapparsi ad amenità di questo tipo. È l'ultima spiaggia e soltanto vincendo si potrà continuare a inseguire la prossima ultima spiaggia. Se lo mettano bene in testa i baldi giovanotti che stasera scenderanno in campo. Non pretendiamo un impossibile bel gioco, ma anima, cuore, coraggio, spirito di gruppo, dignità, rispetto. Forza Roma.