Roberto Breda è l'allenatore che ha fatto esordire Nicolò Zaniolo ancora diciassettenne tra i professionisti, nel campionato di serie B, con la maglia della Virtus Entella nella sfida pareggiata dai liguri al Vigorito (0-0) contro il Benevento l'11 marzo del 2017. Il nostro numero 22 entrò durante il recupero, al posto di Ciccio Caputo. «All'inizio della stagione non lo facevano salire in prima squadra - ci ha raccontato il tecnico che oggi allena il Livorno - Ma nelle partitelle che giocavamo contro la Primavera si vedeva che era diverso dagli altri, non solo fisicamente: dimostrava già di avere una personalità forte. Così ho deciso di farlo allenare con noi: silenzioso, rispettoso, grande lavoratore con tanta voglia di imparare, capace di scendere in campo durante gli allenamenti senza timore nei confronti dei più grandi, restando sempre comunque al suo posto. Nelle partite in cui l'ho fatto giocare l'ho impiegato spesso come seconda punta nel 3-5-1-1, alle spalle di Caputo, ma anche come mezzala».

Con Breda alla Virtus Entella, Zaniolo ha collezionato cinque presenze: le altre contro Ternana, Spezia, Latina e Trapani. «Per avere 17 anni possedeva qualità non comuni - ha aggiunto l'allenatore di Treviso - Era già sicuro di sé, consapevole di avere mezzi importanti, accettava i consigli dei più esperti restando sempre al suo posto ma se in campo c'era da picchiare non si tirava indietro. E poi voleva sempre migliorarsi. Non mi aspettavo, però, che in così poco tempo riuscisse a diventare titolare in un club come la Roma. I due gol segnati al Porto sono un po' una piccola consacrazione, naturalmente legata al momento e all'età. Penso che nella sua crescita esponenziale sia stato fondamentale Di Francesco: ha avuto coraggio dandogli fiducia, l'ha mandato in campo in un momento non  facile per la Roma. Lui ha risposto presente dimostrando di poter fare tanti ruoli. Sa giocare in attacco: possiede la tecnica giusta e quando si trova davanti alla porta non si fa prendere dalla tremarella, ma con il fisico che ha può giocare anche a centrocampo senza problemi, sa difendere, sa attaccare, sa segnare. Si sta specializzando in più ruoli e, per quello che l'ho conosciuto, riuscirà a restare sempre umile. Non voglio fare pronostici su di lui, ma gli auguro il meglio».