Nomi, nomi, nomi... Ruoli, ruoli, ruoli... Ipotesi, ipotesi, ipotesi... Suggestioni, suggestioni, suggestioni... Indiscrezioni, indiscrezioni, indiscrezioni... Notizie, notizie, notizie... Notizie? Poche, per ora. Così come sono poche, per ora, le trattative realmente avviate dalla Roma per portare giocatori nel mercato di gennaio. Solo che, come sempre capita quando c'è di mezzo la sosta per le Nazionali a novembre, il mercato diventa il primo argomento di discussione. La Fiera dei Sogni riapre i battenti e, allora, via libera a tutto. Tutto.

Nomi, nomi, nomi... Ruoli, ruoli, ruoli... Ipotesi, ipotesi, ipotesi... Ciò di cui ha bisogno la Roma è noto da fine agosto, cioè da quando si è chiusa la sessione estiva 2021 del calciomercato. José Mourinho, arrivando nella Capitale, aveva chiesto uno (se non due) centrocampisti ma nessun centrocampista è stato acquistato. Ovvio, quindi, che Tiago Pinto sia al lavoro per accontentare il suo connazionale almeno a gennaio. Ma essendo il mercato dinamico, non v'è certezza alcuna che l'obiettivo individuato sia avvicinabile, prendibile anche se sta lì, a due passi da te. Ecco perché le sorprese sono sempre in agguato, e non sono quasi mai sorprese positive.

Complicato, al tempo stesso, pensare che la Roma non accontenti Mou neppure a gennaio con un centrocampista dalle qualità sconosciute in questo momento a Trigoria. Così come appare certo che Tiago Pinto, con l'ovvia supervisione di D & R Friedkin, farà il possibile per sistemare la difesa (esterno destro ecentrale). Ecco: mancano tre pezzi per completare il primo puzzle di Mourinho. Tanti? Troppi? Oppure troppo pochi? A giudicare da quanto emerso fin qui in stagione, la Roma avrebbe bisogno di aggiustamenti in ogni reparto, magari con piccoli ritocchi, ma non è aria di aspettarsi più di tanto. Perché se non è mai facile fare mercato, per un milione di motivi farlo in gennaio è ancora più complicato. E non (solo) per problemi economici.

La Roma non può permettersi di sbagliare una mossa nel tentativo di mettere una pezza all'oggi e di gettare pure le basi per il domani. Mica semplice, ovvio. Sarebbe utile, però, al di là di nomi, ruoli e ipotesi che circolano oggi spendere soldi per migliorare non solo virtualmente ma realmente la squadra. Il compito più delicato di un club non è tanto acquistare un buon giocatore, quanto non sbagliare il suo acquisto. Ricordando le sue recenti (e non solo...) dichiarazioni, Mou ha le idee chiarissime. Basterà seguirlo. E non farlo stufare di essere l'allenatore della Roma. Daje. Ps: «Se Mourinho è il problema della Roma, vuol dire che abbiamo sbagliato tutto» (cit. Lui).