Poter scrivere, il 22 luglio, su un giornale romanista lo considero un privilegio. E questo privilegio, proprio oggi, mi piace dedicarlo a Giorgio Rossi. Che in tutta la sua vita non ha mai dato un calcio ad un pallone eppure – per il mio modo di intendere la ROMA – della ROMA ne potrebbe essere il manifesto.

Quel tipo di legame, di identità con la squadra e i suoi colori come rappresentazione plastica dei valori d'ispirazione per ogni tifoso. Qualcosa che va oltre il gesto tecnico, che prescinde dagli interpreti, che non si brucia con l'alternanza dei risultati: granitico sentimento capace di attraversare uno, due, dieci presidenti ma senza mai lasciarsi intaccare uno spartito scritto con parole semplici, stati d'animo autentici, lacrime e orgoglio.

Giorgio Rossi ha dedicato alla ROMA la stessa cura con cui ha accudito la sua famiglia.

Come ha cresciuto i suoi figli così ha preservato i muscoli, e la testa, dei suoi ragazzi. Di quei calciatori a cui ha fatto fare un sorriso nei momenti di tensione, che ha incoraggiato quando il mondo gli andava contro e a cui, più di una volta, ha salvato la vita andandoli a strappare dal cielo quando il cielo tirava per riprenderseli.

C'era Giorgio Rossi!

E c'è ancora, credetemi. Per tutti quelli che riconoscevano il suo incedere, la sua tuta: dov'era la ROMA, lì c'era lui. Per tutti quelli con gli occhi lucidi vedendolo camminare fin sotto la Curva Sud dopo cinquantacinque anni di professione, rapporto, legame. Per questo, mai come oggi, se potessi esprimere un desiderio legato a questa squadra – che amo come fosse un pezzo della mia famiglia – il mio, di desiderio, sarebbe quello di poter leggere il suo nome nella Hall of Fame.

Nessuna medaglia postuma, casomai futura. Per farlo tornare dov'è sempre stato: insieme alla squadra, come per una vita sul campo. E per avere, soprattutto, la certezza che anche domani un bambino di oggi, o che ancora deve nascere, letto il suo nome possa chiedere "Chi era Giorgio Rossi?" al proprio papà.

Un patrimonio della ROMA, risponderei così.