Tifoso. Allenatore. Comunicatore. Avvocato. Padre. Figlio. Tutto. José Mourinho è stato tutto. Dentro il suo primo giorno da romanista ci ha messo tutto. Tutto se stesso e pure altro. Un pizzico di teatralità, perché no? Ma non c'è stata una sola parola lanciata a caso, non c'è stato un solo sguardo nella direzione sbagliata, non c'è stato alcun sorriso falso. Tutto, c'era dentro. Tutto. Con conclamata esperienza, con collaudata capacità di reggere il palco e con la voglia di farsi capire al volo. Un mattatore. José ha detto esattamente quello che voleva dire, né una virgola in più né una in meno. Ha bucato il video e i taccuini dei cronisti e, soprattutto, ha bucato il cuore dei tifosi della Roma. Perché ha sempre messo la Roma davanti a tutto e tutti, anche a se stesso. Ha sistematicamente usato il noi, mai l'io. Non sarà la Roma di Mourinho, ma la Roma dei romanisti.

Non siamo così ingenui dal pensare che il tutto di Mourinho non fosse stato pianificato a tavolino, ma vogliamo lo stesso illuderci che l'allenatore della Roma (sì, lui è l'allenatore della Roma!) non abbia soltanto recitato il copione del primo giorno di scuola. Vogliamo illuderci che dietro il politicamente corretto ci sia stato (e ci sarà) il piacere reale di guidare la AS Roma. Di certo, Mou è stato sincero al cento per cento quando ha parlato del tanto, tanto lavoro che c'è da fare per migliorare una squadra lontana assai dalla vetta della classifica: qui non ha bluffato, non avrebbe potuto farlo. La Roma ha bisogno di un terzino, ha sparato in diretta mondovisione in faccia a Tiago Pinto: avrebbe potuto scegliere la strada del compromesso o del giro di parole, invece è andato dritto al punto. Perché non è venuto a Roma in vacanza, per fare turismo. E le sue parole sono sembrate un avviso a tutti i naviganti, dentro e fuori Trigoria.

Non ha esercitato l'arte del facile consenso annunciando trofei a raffica fin dai prossimi mesi; anzi, li ha praticamente esclusi. Perché nel calcio le cose funzionano così, pensa. Avrebbe potuto sviolinare parole dolci per Dan & Ryan, invece il suo primo pensiero è stato per i tifosi. Paraculo? Scusate, ma uno come Mou ha bisogno di accattivarsi le simpatie della gente di Roma? José sa alla perfezione che se a Roma provi a ingannare la gente, ti fanno tana in un attimo. E sei finito. Meglio giocare pulito, il modulo non conta. Bisogna saper attaccare e difendere, con questo e con quello, senza questo e senza quello. Conta la Roma. Daje.