Youporn sì, ma non vi preoccupate che da queste parti non c'è sesso senza amore. Bruno Peres che esulta per un contrasto vinto su Lukaku (manco fosse Hagler contro Leonard), Kolarov che è l'ultimo ad andarsene da sotto la Sud perché forse sperava di salire in balaustra, il tango di Perotti che assomiglia sempre a Luigi Tenco ma ha il sorriso di un ragazzino che ha vinto lo Zecchino; Radja di luce Nainggolan che con una lesione all'adduttore non solo gioca, nemmeno corre, ma vola. Radja Nainggolan ieri è stato qualcosa che assomigliava a tutto, e non credo sia umano, mentre Edincredibile Dzeko è un Girasole. Mazinga Dzeko è Goldrake, un Diamante, un van Gogh che per ritratto a casa si è portato la cartolina sotto la Sud. Mille orecchie. Tutti sotto la Sud. Tutti sotto la Sud. La vita finisce e ricomincia lì ogni volta. Tutti. E a Manolas date un voto in più ma non solo perché ce li ha fatti credere, perché quella di ieri oltre che Youporn è anche una love story e lui sotto quella curva ci è rimasto a braccia alzate strillando con la testa bassa più di chiunque, da solo e davanti a tutti. Una liturgia ortodossa romanista che ti metti a pensare che prima della partita oltre a quelle croci portate al collo si è baciato pure un lupetto. Poi c'è chi la maglia se l'è baciata in bocca. Perché il nostro grande grande amore è la Roma. Sì la Roma. Si tratta sempre e soltanto di questo: R-O-M-A. Stavolta non vi potete attaccare nemmeno all'AS, al ritornello "ma mica ve chiamate Roma!" (e come ce dovremmo da chiama??): la Sud ha scritto una coreografia che per semplicità, forza di concetto, nettezza delle linee, è stata simile a quel "Ti Amo" che ha innamorato una volta e per sempre tutti. Davanti a loro e sotto al cielo i colori e il nome di Roma. Punto. Tutto lì. Cioè tutto. Non una virgola di più, non un cartoncino o una bandieretta in meno. Canova.

È stato perfetto sin da subito, sin da prima, quando si era deciso di farla la coreografia senza autorizzazioni perché l'amore quello vero è libero. L'amore è Roma-lazio 2-1, una corsa al vento e un ragazzino venuto dal mare e diventato Capitan Roma. Daniele De Rossi è un inno alla Gioia e un contemporaneo attualissimo vaffanculo a tutti i luoghi comuni su Ostia e alle meste meschinità di ogni Palazzo e della Federcalcio. È la faccia fresca, pulita e convinta delle cose belle. Il nostro orgoglio, il nostro vanto. Un fuoco d'artificio di giorno, l'entusiasmo del mattino, la voglia sturm und drang di questo ragazzo diventato Capitano della Roma che si abbraccia i suoi compagni, se li prende e li porta sotto la Sud. E non c'è una volta, non c'è una volta che non si tolga la maglietta senza baciarla. Perché Youporn sì, ma per scherzare: noi ieri con la Roma ci abbiamo fatto l'amore.