E otto. Tanti sono diventati, con quello diagnosticato ieri a Lorenzo Pellegrini (lesione lieve al sinistro), gli infortuni al flessore che nell'ultimo mese hanno flagellato la Roma. Ben oltre la media stagionale, che pure fa riferimento a un totale di ben ventiquattro ko dello stesso tipo. Un'enormità. Non basta a spiegare il rendimento deficitario della squadra in campionato, ma concede qualche attenuante. Tanto per avere un'idea più precisa, dal 18 aprile a oggi i giocatori costretti a fermarsi per fastidi di ogni ordine e grado al flessore sono stati: Pedro, Calafiori, Veretout, Spinazzola (per questi ultimi due la lesione ha voluto dire stagione finita con un mese d'anticipo, oltre che gara di Manchester compromessa), Perez, Smalling, Ibanez e appunto Pellegrini. Senza contare la ricaduta muscolare di El Shaarawy, che si era bloccato nel match contro il Sassuolo proprio per una lesione dello stesso genere. Il Faraone è rientrato la scorsa settimana a San Siro con l'Inter, ma nel frattempo ha perso il treno per gli Europei.
La partecipazione al torneo continentale non dovrebbe invece essere a rischio per Pellegrini, che potrebbe cavarsela in un paio di settimane. Non però in tempo utile per disputare l'ultima di campionato a La Spezia, partita decisiva per la qualificazione all'Europa che verrà, col Sassuolo che resta a tallonare la Roma, nonostante la vittoria senza discussioni nel derby. Proprio la sfida giocata sabato sera all'Olimpico ha lasciato l'ennesima scoria all'infermeria di Trigoria. Già nel primo tempo era stato costretto ad abbandonare il campo Ibanez, vittima - nemmeno a dirlo - del solito problema al flessore (destro nel suo caso). Poi è toccato al Capitano, che nella ripresa si è avvicinato alla panchina facendo presente la noia al muscolo della coscia sinistra. Il numero 7 ha fatto fronte al fastidio con una vistosa fasciatura, venendo poi sostituito a poco meno di venti minuti dal triplice fischio arbitrale.

Nell'immediato post-partita è sembrato che non si trattasse di nulla di preoccupante, ma già ieri Pellegrini ha dovuto svolgere lavoro individuale sui campi del "Fulvio Bernardini". Niente Spezia per lui, che pure ai liguri ha già segnato in entrambi gli incroci stagionali, in quelli che possono essere considerati due crocevia, di gruppo e personali. Il match di Coppa Italia ha causato anche il diverbio fra Dzeko e l'allenatore, oltre alla cocente eliminazione: un dissidio che ha portato la fascia proprio sul braccio di Lorenzo. Quello in campionato di pochi giorni successivo, sembrava poter rappresentare una sorta di piccola rinascita, con la rete decisiva messa a segno in pieno recupero proprio dal numero 7 e un'esultanza collettiva che ha dovuto attendere il derby per esplodere così fragorosa. Da allora il ragazzo cresciuto nel vivaio è diventato leader sulla carta e di fatto, superando ogni precedente primato personale e fungendo da inamovibile. Fino ad oggi, quando anche lui sarà costretto a restare fuori. Al momento al pari degli altri degenti di recente e medio corso: Calafiori, Veretout, Spinazzola, Smalling, Diawara e Perez. In gruppo è tornato Fazio. Ma la lista resta più che corposa, allungata dai nomi di Pau e Zaniolo, cui dovrà ancora porre rimedio Fonseca, anche nella sua ultima panchina in giallorosso.