Negativo, positivo, ancora negativo. L'esito degli ultimi due tamponi regala un sospiro di sollievo a Gianluca Mancini e di riflesso anche a Fonseca e al resto della squadra. Ancora una volta tocca direttamente al giocatore comunicare la notizia sul proprio profilo Instagram, questa volta buona dopo quella di segno opposto del giorno precedente: «Negativo agli ultimi due tamponi! Destinazione San Siro», ha scritto il difensore.

D'altra parte tutti gli esami sostenuti nel corso della settimana avevano dato esito negativo, con la sola eccezione di quello svolto giovedì, proprio mentre i compagni erano impegnati in Svizzera nella sfida di Europa League contro lo Young Boys. In quel frangente l'ex atalantino - squalificato in coppa - è rimasto nella Capitale e si è sottoposto ai controlli di rito. Venerdì mattina la comunicazione del risultato, fornita dalla stesso giocatore con comprensibile contrarietà («Ciao a tutti, sono risultato positivo al coronavirus e di conseguenza mi sono aggiudicato la quarantena. Fortunatamente mi sento bene e sto già facendo il conto alla rovescia per il rientro in campo»).

Poi i successivi due tamponi, effettuati ancora venerdì e ieri, entrambi nuovamente negativi. Responso definitivo: Mancini torna a disposizione, già dall'allenamento di questa mattina, fissato alle 11 a Trigoria. Starà poi a Fonseca scegliere se utilizzarlo già nel corso della sfida contro il Milan di lunedì sera al Meazza.

Scongiurato il pericolo del contagio, adesso tutto si sposta sull'opportunità di schierare dall'inizio un giocatore che negli ultimi giorni non ha avuto modo di allenarsi. Ma di fatto Mancini sta bene e considerando che il tecnico portoghese appena tre giorni fa non ha esitato ad affidarsi a chi il campo non lo vedeva da tempo (Karsdorp, Fazio, Peres e soprattutto Jesus, assente da tredici mesi), la questione non dovrebbe rappresentare un ostativo.

Anche perché la difesa sarà ancora priva di Smalling, che prosegue nel lavoro individuale dopo la distorsione al ginocchio sinistro rimediata nella scorsa settimana. È vero che gli avversari di Europa League erano sulla carta meno temibili del Milan, ma concentrandosi sull'altra faccia della medaglia si avverte la necessità di schierare i migliori uomini a disposizione. E Mancini è fra questi, come testimonia l'en plein di minuti in campo da titolare in questa stagione, al netto della squalifica europea. Se Fonseca dovesse optare per la difesa a tre, il nazionale azzurro comporrebbe la linea insieme con Kumbulla e Ibanez, che nonostante la giovanissima età media (22 anni) appare più affidabile rispetto a un secondo innesto di altri interpreti.

Jesus è apparso in palese ritardo rispetto ai compagni, Fazio potrebbe andare in difficoltà se dovesse fronteggiare il rapidissimo Leao, lo stesso Cristante - encomiabile nella disponibilità a giocare fuori posizione - è pur sempre un adattato. Più facile che il numero 4 torni a comporre la cerniera in mediana con Veretout e che sugli esterni ci si affidi alla maggiore difensiva di Santon rispetto a Peres e allo straripante periodo di forma che sta attraversando Spinazzola (peraltro al momento privo di un sostituto di ruolo con Calafiori ancora out per Covid).

Con questi uomini la squadra avrebbe la necessaria copertura per arginare lo spauracchio Ibrahimovic e al contempo permettere al trio avanzato formato da Pedro, Mkhitaryan e Dzeko di sprigionare tutto il proprio potenziale. Col reparto arretrato schierato a tre il dubbio di formazione resta confinato al ballottaggio Cristante-Pellegrini, mentre a quattro giocherebbero entrambi. Molto dipenderà dalla seduta di oggi: se Mancini lavorerà in gruppo il primo sistema resta più accreditato per affrontare il Milan.