Duemila quattrocento quarantotto giorni. 2.448. Continuiamo con il nostro scandire ogni giorno da quel febbraio del 2012, sei anni fa, in cui iniziò il vero e proprio iter per la realizzazione dello stadio della Roma. 2.448 giorni proprio mentre da più parti rimbalzano le voci sul vertice di Boston con il Presidente Pallotta, anche sullo stadio. Ed allora forse è opportuno chiarire a che punto siamo con questo iter. Perché anche in un contesto in cui tutto sembra immobile, in realtà la macchina burocratica pubblica continua a far girare i propri ingranaggi, magari solo in modo più silenzioso. Dallo scorso 13 giugno l'iter amministrativo che avrebbe dovuto portare nei 30 giorni successivi all'approvazione della Variante al Piano Regolatore Generale (e con esso all'adozione del Verbale di Determina della Conferenza dei Servizi) è ufficialmente e formalmente fermo. In realtà vi abbiamo raccontato più volte di come si stia (ancora) procedendo ad un'attenta verifica degli atti fin qui approvati, e delle procedure adottate, al fine di garantire la massima legalità di tutta l'operazione. Una due diligence (così piace chiamarla alla sindaca Virginia Raggi) volta più che altro a tranquillizzare i dirigenti e i consiglieri capitolini, spaventati dall'inchiesta Rinascimento portata avanti dalla Procura di Roma sul sistema corruttivo messo in piedi da Luca Parnasi, ma che nulla ha avuto a che vedere (per stessa ammissione del pm Paolo Ielo) con lo stadio della Roma.

La verifica a Torino

Una verifica che passerà inevitabilmente per il tanto chiacchierato lavoro del Politecnico di Torino. L'importante istituto piemontese infatti dovrà valutare la bontà degli studi sui flussi di traffico da e per lo stadio, fatti lo scorso anno da Systematica srl per conto di Eurnova. Una verifica che "deve essere comprensiva dell'analisi dei metodi adottati" da Eurnova, che dovrà riguardare "la viabilità stradale, pedonale e ferroviaria". Per farlo il Comune ha concesso al Politecnico 90 giorni per una prima relazione, più ulteriori 30 per presentare il parere finale. Vengono comunque escluse "analisi comparative con altre soluzioni", per cui viene categoricamente chiesto di non prendere in considerazione l'ipotesi di realizzare altre infrastrutture (il Ponte di Traiano?). Una relazione che sarà però a disposizione solo dell'amministrazione capitolina, e non di tutta la cittadinanza. O almeno così parrebbe dalle carte con cui è stato conferito l'incarico all'istituto torinese. Il Politecnico è infatti tenuto a "osservare il segreto nei confronti si qualsiasi persona non coinvolta nel contratto", non potrà poi "duplicare, copiare, riprodurre, registrare con qualunque mezzo, in tutto o in parte, file, atti, documenti, elenchi, note, disegni, schemi, corrispondenza o ogni altro materiale", e dovrà "restituire e distruggere qualunque file" al termine del lavoro.
Insomma si aspetta un lavoro di cui già si conosce il risultato e di cui non si potranno divulgare gli esiti. 2.448 giorni dopo.

 Una veduta aerea del progetto di Tor di Valle