Altra giornata positiva sul fronte stadio per la Roma. Dopo il vertice di martedì della maggioranza grillina al Comune ed in attesa della decisione finale del gruppo pentastellato prevista per lunedì prossimo, ieri si sono susseguite numerose voci che non hanno fatto altro che alimentare l'ottimismo di chi vuole fortemente questo progetto. Su tutte quelle del capogruppo Pd in Comune Giulio Pelonzi, che ha ammesso come da parte dell'opposizione vi sia oggi «una lievissima apertura». Fatto nuovo questo e che si deve a tre fatti: «l'inchiesta della Procura che ha ripulito la vicenda - ha detto ancora Pelonzi - le prescrizioni della Regione (a guida Pd, ndr) tese a migliorare la viabilità, e la due diligence che si è chiusa positivamente».

«Tra un anno si vota - ha detto ancora il capogruppo del Pd al Comune - e in caso di nostra vittoria vorremmo riprendere in mano questo progetto. Ed è per questo che non vogliamo bloccarlo. Ci piacerebbe cambiare il nodo di collegamento con la Roma-Fiumicino e poi dare lo Stadio alla città». Ammissioni che svelano in qualche modo come lo stadio rappresenti una delle chiavi della prossima campagna elettorale. Ed è per questo che le parole di Pelonzi hanno scatenato un effetto domino nella maggioranza in Campidoglio, portando (forse) anche i più scettici verso il sì allo stadio. Al punto che qualche esponente del Movimento 5 Stelle si è lasciato andare a previsioni.

La previsione

Angelo Diario, presidente della commissione Sport di Roma Capitale, è intervenuto dai microfoni di Nsl: «A questo punto mi aspetto che l'iter proceda: il prossimo passo è il voto in Giunta, che immagino avverrà entro la fine della pausa estiva, a inizio settembre ci saranno i voti delle commissioni e poi vediamo quando sarà calendarizzata l'Aula. Se tutto va bene, tecnicamente potremmo avere il voto definitivo dell'Assemblea entro settembre, ma per un atto così complicato le variabili in gioco sono tante e possono esserci imprevisti, parliamo del progetto di partenariato pubblico-privato più grande nella storia della città». Settembre. Tempi che se rispettati permetterebbero la posa della prima pietra presumibilmente ad aprile o maggio, a ridosso delle prossime elezioni amministrative. Arma per la campagna elettorale. Come ben sa anche il leader della Lega Matteo Salvini che ieri si è affrettato a dichiarare: «Io tifo perché ci sia uno stadio nuovo. Sarà però il prossimo sindaco a gestire la partita, e non sarà né la Raggi né qualcuno del Pd». Da registrare infine anche le parole del capogruppo pentastellato Giuliano Pacetti, che va addirittura oltre il voto in Assemblea comunale: «Non è un atto che compete solo al Comune - le sue parole - passerà anche in Regione».