Zaniolo atto primo. Il prolungamento del contratto fino al 2024 ci sarà, la volontà è sdoganata. Le parti non hanno fretta, ma la stagione di Nicolò inizierà con un nuovo salario. Adeguato alla parabola del numero 22 della squadra giallorossa.
Da un Real all'altro. Da quando Eusebio Di Francesco, incoraggiato dalla convocazione in azzurro "sulla fiducia" del ct Roberto Mancini che non lo aveva ancora visto se non nell'Europeo Under 19 perso in finale (insieme al suo amico Kean), lo lanciò titolare nella gara di andata del girone di Champions al Santiago Bernabeu, un tempio del calcio. Il rinnovo di contratto, di cui si parla ormai da mesi, cioè da quando il ragazzo è esploso, in particolar modo con la doppietta in Champions League contro il Porto, dunque arriverà.

Ieri la Roma ha incontrato l'agente del giocatore e in un clima di totale armonia si è iniziato a ragionare sulle cifre, per la prima volta in maniera concreta. Perché di dialoghi e chiacchiere ce ne erano già state, ma le parti hanno voluto aspettare, la Roma in particolar modo, alle prese com'era con le rivoluzioni copernicane nell'area tecnica e dirigenziale. Con il passaggio di tre direttori sportivi e tre allenatori negli ultimi cinque mesi, non era ragionevole iniziare alcuna trattativa. Anche perché nel frattempo si è rimasti guardinghi: la Roma, visto che il giocatore aveva subito un - fisiologico - calo nel rendimento con la gestione Ranieri. E pure il ragazzo, che comunque sia, testa sulle spalle sì, ma i giornali li avrà letti e i rumori li avrà sentiti. Poi, quando uno dei mercati più appetitosi (la Premier League) ha chiuso i battenti, Roma e giocatore si sono dati appuntamento, per risolvere la questione da qui alla fine del mercato, per poter consentire a Zaniolo di fare una stagione importante in tutta tranquillità. Quella di un calciatore che sa di essere importante (i grandi club stanno osservando il suo percorso, Psg e Barça in primis) e che si aspetta di essere riconosciuto come tale.

In questo senso, la richiesta del suo entourage era quella di un adeguamento al livello che Nicolò ha raggiunto dimostrando una maturità superiore rispetto all'età che ha (intorno ai 2 milioni di euro o poco più). La Roma, che resta alle prese con l'urgenza di ridurre il monte ingaggi (e al momento non riesce a far uscire stipendi importanti) ha messo sul piatto un cospicuo aumento rispetto ai 400mila euro percepiti attualmente, arrivando a 1,5 milioni. Viste le differenze in qualche modo minime, l'impressione è che a 1,8 si possa chiudere (e poi, se Nicolò brucerà altre tappe, squilleranno di nuovo i telefoni), magari con l'inserimento dei sempre più in voga bonus, che rappresentano una variante spesso decisiva nelle trattative. Ci vorranno però altri incontri, il prossimo potrebbe già essere oggi o subito dopo Ferragosto, perché l'aspettativa di Zaniolo non venga delusa. Lui che ha voglia di essere al centro del progetto Roma e ci si sente, ma vorrebbe legarsi di più. Specialmente perché con Fonseca si è instaurato subito un rapporto di feeling. Il tecnico portoghese l'ha rimesso nel suo ruolo naturale, quello del trequartista, e qualche risultato (al di là dell'ottima prestazione offerta con il Real in amichevole) già si è visto. E l'eventuale spostamento sull'esterno che ha poi proposto l'ex allenatore dello Shakhtar, non sconvolge così tanto le sue caratteristiche naturali, anzi forse le esalta. Perché a Fonseca piacciono gli accentramenti delle sue ali. Dunque, questo matrimonio s'ha da fare, per il volere di tutti e i tempi saranno quelli previsti. Non resta che attendere il secondo, forse decisivo, atto.