Sette pagine. Tanto è bastato alla Regione Lazio per chiarire quello che era già scritto nel Verbale della Conferenza dei Servizi di più di un anno e mezzo fa. Sette pagine in cui il Dottor Stefano Fermante (Direttore della Direzione Regionale Infrastrutture e Mobilità), l'ingegner Flaminia Tosini (Direttore della Direzione Regionale Politiche Ambientali e Ciclo dei Rifiuti) e l'architetto Manuela Manetti (Direttore della Direzione Regionale per le Politiche Abitative e la Pianificazione Territoriale, Paesistica e Urbanistica), hanno ribadito come non vi siano ragioni perché il dialogo tra il Comune di Roma e i proponenti non riprenda immediatamente e proceda quanto più speditamente possibile. Un dispositivo sollecitato il mese scorso proprio dai privati, Eurnova, Stadio TDV e la nuova TDV Real Estate, per tentare di superare l'impasse in cui si era bloccati da alcune settimane. Il nodo restava quello della contestualità delle opere pubbliche per la mobilità con l'apertura del nuovo impianto giallorosso.

Una contestualità che viene sì ribadita nel dispositivo della Regione, ma che trova la sua via d'uscita naturale ancora nel Verbale della Conferenza dei Servizi. Ma andiamo con ordine, perché la giornata di ieri è iniziata con la notizia della lettera della Regione e con il susseguirsi di commenti, interpretazioni, dichiarazioni varie, che hanno addirittura costretto l'Ente guidato da Nicola Zingaretti ad una precisazione dal sapore piuttosto amaro. «In merito ad alcune agenzie e dichiarazioni - ha scritto in serata la Regione - si precisa che viene confermata la contestualità delle opere pubbliche, senza le quali non ci potrà essere alcuna autorizzazione alla realizzazione dell'impianto sportivo». Poche righe che, se lette così fuori contesto, potrebbero anche legittimare qualche timore, ma che invece sono servite solo ad arginare polemiche strumentali che rischiavano di avere l'effetto opposto a quanto invece desiderato. Non sono casuali infatti le parole con cui inizia la nota della Regione, che fa esplicito riferimento a "dichiarazioni". Tra queste certamente ci sono quelle di Stefano Fassina e Cristina Grancio, i due consiglieri più agguerriti sul fronte anti-stadio, che hanno subito puntato il dito contro la Regione. Il primo ha parlato di «interesse privato che prevale su quello pubblico», la seconda ha ipotizzato addirittura una denuncia nei confronti dell'architetto Manetti, Presidente della Conferenza dei Servizi, per «corresponsabilità nel danno erariale alla Corte dei Conti».

Invece dalla Regione è arrivato niente più che un parere che conferma, alla lettera, quanto scritto in precedenza. Nello specifico vengono sottolineati tre punti. I primi due apparentemente contrari alle rivendicazioni dei privati, il terzo invece dirimente circa l'oggetto del contendere. Il primo punto prescrive per i proponenti «il potenziamento infrastrutturale della Roma-Lido e della FL1, oltre all'acquisto dei nuovi treni». Il secondo punto poi conferma «la contestualità dell'apertura dello stadio con il potenziamento del punto 1». Quindi in parole povere viene confermata l'importanza del potenziamento del trasporto su ferro e la necessaria contestualità con l'apertura dello stadio. Ma veniamo al terzo punto che riportiamo integralmente: «In assenza di attuazione delle due prescrizioni precedenti, risulterà necessario un impegno da parte di Roma Capitale nella predisposizione di un progetto con una adeguata rete di TPL su gomma ed un conseguente Programma di esercizio, prevedendo per questo l'istituzione di corsie preferenziali (di tipo dinamico) riservate ai soli Autobus di linea di Atac ed ai mezzi di emergenza, in grado (almeno nella prima fase e a valle del progetto di potenziamento della stazione di Tor di Valle e della messa in esercizio di nuovi treni) di assorbire una quota consistente di domanda di trasporto (15-20%) che possa poi essere gradualmente diminuita una volta completati i necessari interventi di potenziamento della ferrovia Roma-Lido e sulla FL1».

Ecco il punto dirimente. La soluzione sta nel trasporto su gomma, negli autobus, che Roma Capitale dovrà predisporre in attesa del completamento dei lavori sulle ferrovie, per permettere l'apertura dell'impianto. Esattamente quanto i privati stanno proponendo al Comune da settimane, se non da mesi. E non spaventa nemmeno quanto poi affermato nella nota serale ancora dalla Regione, in cui si specifica come questo intervento su gomma debba in qualche modo essere a carico dei privati e non delle casse pubbliche. E questo perché corrisponde esattamente a quanto proposto proprio dai privati al Comune nelle innumerevoli riunioni tecniche di questi mesi. Da Trigoria filtra quindi soddisfazione per questo intervento della Regione, e si è fiduciosi che possa davvero sbloccare la situazione. Del resto il documento termina con un invito abbastanza chiaro a che «tali obiettivi possono e devono trovare attuazione attraverso l'adeguamento del progetto alle prescrizioni, nell'atto d'obbligo e nella Convenzione il cui schema dovrà recepirne gli esiti». Come dire in parole comprensibili per tutti che è giunto il momento di farla finita e completare la Convenzione Urbanistica. Atto che oggi rappresenta l'ultimo ostacolo per arrivare allo stadio.