Lo Stadio della Roma e il blocco che non esiste
Trovati resti di una villa romana, ma gli scavi non saranno interrotti. Il Comune chiarisce: «Già previste altre indagini su quei siti. Si va avanti»
Il fatto non sussiste. Così si potrebbe sintetizzare l’ennesima giornata agitata sul fronte del nuovo stadio della Roma a Pietralata. A scaldare gli animi dei tifosi giallorossi questa volta ci ha pensato un articolo del Fatto Quotidiano, in cui veniva riportata la notizia di una missiva della Soprintendenza indirizzata alla Roma su presunte preoccupazioni e rilievi in merito al ritrovamento di una villa di epoca romana, oltre ai già noti cunicoli e cisterne. Preoccupazioni che però sono durate giusto il tempo di leggere la pronta risposta del Comune di Roma, affidata all’Assessorato all’Urbanistica. «In relazione alla notizia relativa ad un presunto blocco del progetto dello Stadio - scrive l’Assessorato guidato da Maurizio Veloccia - si precisa che tale notizia è priva di fondamento. La questione non riguarda affatto uno stop da parte della Soprintendenza ma semplicemente una richiesta di approfondimento delle indagini archeologiche a due siti già indagati: si tratta dunque di siti noti, riportati in tutte le cartografie iniziali e anche nella proposta progettuale». «L’estensione delle indagini - si legge ancora - già concordata con la Soprintendenza, consentirà di acquisire maggiori informazioni in termini di quote, dimensioni e posizione e permetterà una maggiore precisione nella realizzazione del progetto esecutivo. Per quanto riguarda la cisterna, uno dei due siti, si precisa che il reperto archeologico sarà inglobato all’interno della struttura dello stadio essendo già stato inserito nel progetto consegnato. L’altro sito, la villa romana, non è invece interessato dai lavori, se non in maniera molto marginale: l’estensione delle indagini concordata offrirà alla soprintendenza l’opportunità di avere dettagli maggiori sul reperto. Il procedimento sullo stadio va quindi avanti così come nei termini annunciati».
Del resto il documento da cui ha preso spunto l’articolo del Fatto è datata più di un mese e quindi abbondantemente superato proprio dalla consegna del progetto lo scorso dicembre. Dalla Roma poi, anche se informalmente, sono stati ancora più netti nell’escludere qualsiasi problema, ed anzi si è ribadito come nei prossimi giorni dovrebbero ripartire gli scavi archeologici, in modo da porre fine ad ogni possibile discussione in merito. Sul fronte dei contrari l’occasione è stata buona per ribadire quanto già espresso in passato e per chiedere che il progetto venga reso pubblico. Su quest’ultimo punto potrebbero esserci novità a breve, quando i documenti dovranno essere messi a disposizione delle Commissioni Capitoline competenti.
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