«Mi aspetto il voto favorevole allo stadio entro l'estate». Per parlare di stadio della Roma dobbiamo ripartire da queste dichiarazioni di Virginia Raggi lo scorso 18 aprile. Dichiarazioni dalle quali nessuno, ufficialmente e ufficiosamente, ha mai fatto un passo indietro. Anzi, sono arrivate nei giorni successivi solo conferme. Come l'ultima in ordine di tempo, quella dei legali della sindaca, gli avvocati Alessandro Mancori ed Emiliano Fasulo, che per commentare l'ennesimo imprevisto giudiziario hanno detto: «La cosiddetta Variante Urbanistica […] è in programma prima dell'estate. […] L'arresto di Parnasi rese opportuni ulteriori approfondimenti, positivamente conclusosi e che consentiranno a breve il passaggio obbligatorio in Consiglio Comunale». Quindi nessun ripensamento, l'intenzione resta quella di votare la Variante entro il mese di giugno, meglio anche un mese prima per poterla utilizzare a fini elettorali, e la Convenzione comunque entro l'estate. Nessuno slittamento (ulteriore) rispetto a quanto previsto e concordato con i proponenti.

Del resto la decisione del Gip Costantino De Robbio, pur se irrituale, non è niente altro che una semplice richiesta di approfondimento di indagini. Nell'analizzare la denuncia presentata da Francesco Sanvitto, ex 5 Stelle, animatore di quel Tavolo dell'Urbanistica, il Gip ha ritenuto che i Pm non abbiano compiuto tutte le indagini necessarie. In particolare il Gip ha invitato la Procura ad effettuare le «seguenti indagini: assunzioni a sommarie informazioni del Presidente della Commissione Urbanistica del Municipio IX Paolo Mancuso e del consigliere municipale Paolo Barros in ordine alla mancata convocazione ed acquisizione del parere della commissione urbanistica nell'iter per l'approvazione della delibera». Questo per il semplice fatto che i due esponenti locali (il primo ex 5 Stelle come Sanvitto, il secondo comunque in posizione polemica con la sindaca) sono chiamati in causa direttamente nella denuncia del Tavolo, ed in secondo luogo per la portata delle accuse mosse nei confronti della prima cittadina. Per compiere queste ulteriori indagini il Gip ha concesso alla Procura 60 giorni, fissando quindi il termine ultimo al prossimo 17 giugno.

Ed ecco la tentazione di una parte della maggioranza capitolina: far slittare il voto della Variante a dopo questo termine, confidando comunque (questa volta sì) nell'archiviazione della posizione della Raggi, come richiesto dalla Procura. Parliamo comunque di una semplice tentazione, e di una parte minoritaria dei consiglieri comunali pentastellati. Dal Campidoglio filtra anzi una certa impazienza della sindaca, conscia di come non ci si possa permettere di fermarsi ad ogni sospiro della magistratura. Questo anche perché, è sempre utile ricordarlo, nel nostro Paese vige l'obbligatorietà dell'azione penale, e quindi i pm sono "costretti" a procedere a seguito di denunce. E che di denunce sullo stadio ce ne sono almeno altre due (sempre a firma di Sanvitto): una sulla vendita dei terreni di Tor di Valle a Luca Parnasi, su cui si paventa il sospetto di bancarotta fraudolenta; una seconda in cui si sottolinea che come stabilisce la legge nazionale dell'urbanistica un imprenditore privato non può presentare una richiesta di variazione del piano regolatore.

Niente di cui preoccuparsi, almeno per il momento. Certo il clima politico di questi ultimi giorni non aiuta, con i dissidi all'interno della compagine di Governo, con Lega e 5 Stelle schierati su posizioni diverse proprio nella gestione di Roma e del suo debito, ed ancor più con i dissidi all'interno del mondo grillino. Elementi non nuovi, certo, ma che purtroppo prestano il fianco a possibili speculazioni in negativo. Al momento nulla è cambiato nel cronoprogramma stilato dalla Roma e dal Campidoglio, al di là dei dettagli ancora da limare per la stesura della Convenzione Urbanistica. Tutti i protagonisti sono convinti nel voler portare a casa il risultato più importante.