Alla fine si è deciso di non decidere. Almeno per il momento. Ieri infatti la Commissione Sport del Comune di Roma ha rinviato il voto sulla proposta dei consiglieri Cristina Grancio e Stefano Fassina di annullamento in autotutela della delibera di pubblico interesse sullo stadio della Roma. Esattamente la stessa proposta votata e approvata (con la complice astensione dei consiglieri pentastellati) la scorsa settimana al IX Municipio della Capitale. Ufficialmente si è deciso per il rinvio in attesa di alcuni pareri considerati dirimenti, quelli dei dipartimenti lavori pubblici e mobilità. Un rinvio senza data certa, che potrebbe anche far slittare la proposta anti-stadio a dopo le elezioni europee, e magari anche a dopo il voto sulla Variante. Quello andato in scena ieri mattina è stato comunque uno spettacolo non troppo edificante per le istituzioni capitoline. Un dibattito svoltosi in clima complessivamente sereno, ma che ha riservato non pochi colpi bassi.

Il discorso della Grancio

Come quelli inferti da Cristina Grancio, che ha a lungo illustrato la propria delibera, svelando anche alcuni passaggi dell'ormai famoso parere dell'avvocatura capitolina. Un parere ufficialmente secretato, e di cui solo pochi consiglieri hanno potuto prendere visione. «La scelta di realizzare un impianto del tutto nuovo in un'area non edificata richiede un'adeguata motivazione - ha letto la Grancio in commissione - in caso di mancata motivazione l'intero procedimento si porrà a rischio annullamento nelle competenti sedi giuridiche». Questo quanto sarebbe scritto nel documento firmato dall'avvocato Andrea Magnanelli, che avrebbe poi aggiunto, sempre secondo quanto riportato dalla Grancio: «Nella deliberazione in esame e nello studio di fattibilità la questione non viene minimamente trattata con evidenti violazioni degli obblighi di motivazione se non anche con violazione di legge». Questo basterebbe per procedere con l'annullamento. Un annullamento però che non sarebbe possibile essendo passati i 18 mesi prescritti dalla legge entro cui poter ricorrere all'autotutela.

Il parere del Dipartimento Urbanistica

Parere contrario alla proposta è stato espresso anche dal dipartimento urbanistica del Comune (la ragioneria invece ha dichiarato di ritenere di non doversi esprimere in merito). Parere che non è affatto piaciuto alla consigliera ex 5 Stelle, che nell'illustrare la propria mozione ha sottolineato più volte, senza celare il proprio dissenso, come per l'urbanistica si sia espresso un architetto e non un avvocato. L'architetto in questione è Cinzia Esposito, direttore del Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica. Quindi non proprio l'ultima arrivata. A tranquillizzare in qualche modo la platea giallorossa ci ha però pensato il Presidente della Commissione, il consigliere (ovviamente del Movimento 5 Stelle) Angelo Diario. L'esponente grillino ha prima di tutto voluto diffondere la riunione della Commissione in diretta video sul proprio profilo Facebook, successivamente ha anticipato la sua intenzione di votare contro la mozione Grancio-Fassina. «La posizione del gruppo 5 stelle sullo stadio della Roma è sempre la stessa – ha detto Diario parlando a Radio radio - il voto delle 5 commissioni e dell'aula sarà uguale, bisogna ascoltare soprattutto il parere del Dipartimento Urbanistica che è molto chiaro e che condivido. Mi esprimerò come loro e quindi darò un parere negativo su questa delibera». Una compattezza su cui sta scommettendo anche Virginia Raggi, sempre convinta di voler portare a casa il progetto stadio da regalare alla città.