Nella giornata dell'assoluzione definitiva dell'ex sindaco Ignazio Marino non si sono registrate particolari novità sul fronte stadio. Questa che apparentemente può sembrare una "non notizia" rappresenta invece un punto di svolta significativo, dopo settimane di rumors poi sempre puntualmente smentiti, o di lanci dalla Procura che nulla avevano a che vedere con lo stadio.

Si è invece lavorato ancora sotto traccia per completare la Convenzione Urbanistica, il contratto che legherà pubblico e privato. Ancora in questi giorni si stanno definendo i dettagli di un progetto che vedrà coinvolti più Enti, e che quindi richiede una particolare attenzione. Del trasporto su ferro si dovrà occupare la Regione Lazio, che ha già stanziato 180 milioni di euro per il potenziamento della ferrovia Roma-Lido, e che dovrà ricevere dal Comune i 45 milioni privati previsti nel progetto stadio. Dell'unione della Via del Mare con la Via Ostiense invece sarà responsabile la Città Metropolitana. Intervento questo totalmente a carico dei privati. Come pure la realizzazione del nuovo svincolo dal Grande Raccordo Anulare verso la Via del Mare.

Non si registrano particolari difficoltà nella definizione delle opere, i (piccoli) ostacoli ancora da superare riguardano piuttosto le tempistiche. Infatti la delibera di Pubblico Interesse come novata nel 2017 dal Movimento 5 Stelle prevede che alcune opere pubbliche vengano realizzare prima dell'inaugurazione del nuovo impianto. Tra queste proprio il potenziamento della Roma-Lido, cosa che come detto non compete ai privati o alla loro volontà. Quindi risulta abbastanza evidente come i proponenti vogliano qualche garanzia di non trovarsi con la situazione di uno stadio finito ma impossibile da utilizzare. Niente di insormontabile, come già scritto su queste colonne, ma tutti aspetti che vanno definiti.

Arrivando al voto

Una volta completata questa fase la Convenzione, insieme alla Variante al Piano Regolatore Generale della città, andranno al voto dell'Assemblea di Roma Capitale. In questo senso va registrato come non si sia potuto procedere formalmente alla sostituzione del presidente Marcello De Vito, ancora agli arresti. De Vito non si sarebbe dimesso dal suo ruolo e per procedere alla sua sostituzione d'ufficio bisognerebbe garantirgli la possibilità di parlare e difendersi in Assemblea, cosa di tutta evidenza attualmente impossibile.

Quindi si continuerà con la gestione vicaria di Enrico Stefàno, che oggi pomeriggio dovrà presiedere un'assemblea che si preannuncia accesa. Sul piede di battaglia la solita Cristina Grancio, consigliera espulsa dal Movimento 5 Stelle, che continua a chiedere a gran voce che venga desecretato il parere dell'avvocatura capitolina sullo stadio. Cosa sulla quale si è espresso nei giorni scorsi proprio Stefàno, che ha definito il documento come squisitamente "tecnico", limitandone quindi la portata e l'importanza.

Perché l'affare stadio è principalmente una questione politica per i 5 stelle, che non vogliono dover respingere ancora una volta un investimento nella città. Si va quindi spediti verso l'approvazione dei due documenti, prevista per il prossimo mese o al più tardi per giugno. Una volta ultimata questa fase il presidente della Roma Pallotta completerà l'acquisto della quota di Eurnova nel progetto, compresi i terreni di Tor di Valle, definita ormai da tempo a Boston. Con l'obiettivo di posare la prima pietra entro la fine di questo anno.