«Se tutto è ok si va avanti». Così la sindaca di Roma Virginia Raggi non più tardi di due giorni fa ribadiva un concetto espresso centinaia di volte in questi mesi sul futuro del progetto per il nuovo stadio giallorosso. Eppure sembra che non bastino le continue rassicurazioni della maggioranza in Campidoglio per rasserenare gli animi di una piazza che comincia a dare evidenti segni di impazienza.

Forse anche a causa delle continue voci contraddittorie che circolano intorno al progetto di Tor di Valle. Voci che nelle ultime ore vorrebbero il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle pronto al ritiro della delibera di pubblico interesse. E questo forti di un nuovo parere dell'avvocatura capitolina che ridurrebbe al minimo il rischio di penali nei confronti del presidente James Pallotta e dei suoi soci.

Ma andiamo con ordine, giusto per ribadire ancora una volta cose già scritte in passato, ma che purtroppo tornano sempre utili. In primo luogo non ci sono i margini per il ritiro in autotutela della delibera di pubblico interesse. Infatti la riforma voluta dal Governo Renzi nel 2015 con la legge sugli stadi introduce un termine di 18 mesi entro i quali può avvenire l'annullamento o il ritiro del pubblico interesse. Termine scaduto abbondantemente visto che la delibera è del giugno del 2017. Oltre questo termine ogni annullamento deve considerarsi "illegittimo". E questo sul piano tecnico.

Venendo poi a quello più squisitamente politico ci arrivano continue conferme della forte volontà della sindaca di portare a casa il progetto stadio. Volontà condivisa dal Governo nazionale, che anzi preme perché questo avvenga in tempi rapidi, magari prima (anche se appare sempre più difficile) delle prossime elezioni europee, fissate per il 26 maggio. Un'arma che Luigi Di Maio vorrebbe poter utilizzare in campagna elettorale per recuperare una fetta del consenso evaporato in questi ultimi mesi.

Tutto al momento procede quindi come preventivato. Anzi, da quel che filtra da Palazzo Senatorio sembra che i documenti per la Variante al Piano Regolatore Generale della città siano di fatto pronti e che si stia ultimando il lavoro sulla Convenzione.