Il nodo mobilità via via si va sciogliendo sempre più, lasciando sempre meno dubbi (se mai ve ne siano stati) sul buon esito dell'iter di approvazione del progetto stadio. In questo senso la notizia dello sblocco dei fondi per gli interventi sulle metropolitane della nostra città annunciato nei giorni scorsi dal Ministro Toninelli non può che essere accolto positivamente. Un intervento che non impatta direttamente sulle sorti dello stadio, ma che alleggerirà notevolmente la situazione del traffico cittadino con evidenti conseguenze su ogni opera si voglia pensare per la capitale.

E di opere in questo momento non ne sono previste altre, almeno non di così importanti. «Una cascata di investimenti per intervenire in maniera massiccia sulle linee della nostra città per renderle moderne, veloci e puntuali», ha detto Virginia Raggi per commentare i 425 milioni che arriveranno dal Ministero delle Infrastrutture per 14 nuovi treni, banchine e impianti, distribuiti tra metro A e metro B. Investimenti (a dire il vero stanziati dal precedente Governo, quello guidato da Paolo Gentiloni) che fanno il paio con le dichiarazioni del Premier Giuseppe Conte prima, e del Ministro Danilo Toninelli poi, sulla possibilità che il Governo si faccia carico della costruzione del Ponte di Traiano.

Opera che non rientra nel progetto stadio (dopo il taglio delle cubature voluto proprio dalla Raggi), ma su cui la Regione Lazio ed il Governatore Nicola Zingaretti sono piuttosto attenti, al punto da aver inserito nel Verbale di Determina della Conferenza dei Servizi un richiamo indiretto proprio al ponte. Ormai manca solo il parere del Politecnico di Torino sui flussi di traffico per completare un domino che aspetta solo di partire. Tutto sta andando nella direzione della ripresa rapida dell'iter di approvazione della Variante al piano regolatore. Solo nell'ultima settimana ci sono state le parole della Raggi prima, di Baldissoni poi, e ancora del Presidente dell'Assemblea Capitolina Marcello De Vito, ed infine quelle di Toninelli per ultime. Una valanga che certamente non è casuale e che ha una sola spiegazione possibile. Ci siamo. Finalmente.