Entro oggi il Politecnico di Torino dovrebbe consegnare il parere finale sui flussi di traffico da e per lo stadio di Tor di Valle. Non è detto che però sia oggi la giornata del "disvelamento" non essendo un parere tecnico, né vincolante. L'istituto piemontese non è stato chiamato a produrre un nuovo studio, o peggio a dare un parere sulla situazione del traffico nella Capitale, ma semplicemente a verificare la bontà di un lavoro già fatto. Quel lavoro affidato nell'autunno del 2017 alla Systematica srl, primaria società di consulenza nel settore del Town & Transport Planning.

Tanto per chiarire, stiamo parlando di una società fondata nel 1989 e che vanta tra i propri clienti l'Autorità Portuale di Cagliari, quella di Genova, l'Authority del Barhain per la Cultura e l'Archeologia, l'Unione Europea, il Politecnico di Milano, la London School of Economics, l'Università Bocconi, il Comune di Mumbai, quello di Maputo, il Ministero dei Trasporti del Mozambico e quello di Malta.

Insomma non proprio l'ultima società che si possa trovare sul mercato.

Eppure negli uffici della sindaca Virginia Raggi qualcuno ha messo in dubbio la professionalità di quella società. Tutto per una intercettazione nell'ambito dell'inchiesta Rinascimento, che, occorre sempre ricordarlo, non riguarda lo Stadio della Roma. Una lunga premessa questa che serve a contestualizzare il senso di una due diligence, o semplicemente una verifica degli atti, voluta dalla prima cittadina della Capitale soprattutto per mettere a tacere qualche malumore interno alla maggioranza. E all'interno del gruppo capitolino a 5 Stelle qualcuno che non ha proprio in simpatia il progetto del nuovo impianto giallorosso c'è e c'è sempre stato. C'è una campagna elettorale a testimoniarlo, per non parlare dell'ex assessore Paolo Berdini. Ecco quindi la necessità di una copertura tecnica che certifichi la bontà di quanto fatto finora dalla giunta della Raggi, in primis dagli uomini dell'assessore Luca Montuori. In questo senso il Politecnico di Torino si è già espresso lo scorso 30 novembre con il primo parere preliminare. A pagina 4 del documento presentato c'è scritto: «le analisi effettuate sono state condotte in modo professionale dalle società esterne incaricate e in modo sempre professionale sono state effettuate le verifiche». Tradotto: Systematica ha svolto il proprio lavoro correttamente, ed altrettanto correttamente si sono comportati i tecnici del Comune di Roma. Non servirebbe altro se non fosse per il clamore suscitato da altre considerazioni fatte allora dal Politecnico. Considerazioni non richieste e fornite forse per eccesso di zelo. E la cui lettura, forse frettolosa, ha destato qualche perplessità.

Però, come facemmo già lo scorso mese, va sottolineato come quella fosse solo una bozza, e in quanto tale non era previsto venisse resa pubblica. Un particolare questo che dovrebbe differenziarla quindi non poco dalla definitiva attesa in queste ore. A chiarire in che senso verrà orientato il parere finale è stato proprio l'assessore Montuori, sempre lo scorso mese, quando dichiarò che «le risposte dipendono anche dalle domande che vengono poste». E in queste settimane si è lavorato proprio sulle domande. Anzi sulla domanda. Una e semplice: è stato fatto tutto in modo regolare? O meglio ancora legale? Perché tutto si riduce a questo.

E la risposta da quanto ci risulta è scontata. Parere positivo, che conferma quello del preliminare. E che soprattutto consente la ripresa dell'iter interrotto lo scorso giugno a seguito dell'inchiesta della Procura di Roma. Questa volta è probabile che, come previsto fin dal contratto tra il Comune e l'istituto piemontese, il parere non venga reso integralmente pubblico. Come è probabile invece che alcune parti, quelle più rilevanti, possano essere allegate alla documentazione che l'assessorato di Montuori produrrà prima in giunta e poi in Assemblea per l'approvazione della Variante al Piano Regolatore Generale della città. Un modo per rafforzare una posizione ormai definita da tempo (non si è stati con le mani in mano in questi mesi, anche se non ufficialmente) e che dovrebbe prevedere il respingimento di ogni obiezione o proposta di modifica arrivata al Comune, con la semplice motivazione di non volersi discostare dalle decisioni prese dalla Conferenza dei Servizi lo scorso anno. Insomma, a meno di imprevisti colpi di scena, presto riprenderà, se non formalmente almeno sostanzialmente, l'iter per l'approvazione del progetto per il nuovo stadio giallorosso, dopo oltre sei mesi di stop. Che sia oggi il giorno giusto per "svelare" il parere poco importa. Quello che conta è andare oltre. Costruire lo stadio.