Esordirà in Serie A contro la sua ex squadra il 22enne Arturo Calabresi, che ieri è stato provato come terzo centrale, in alternativa a Gonzalez: sembrava dovesse toccare al costaricense, alla fine Inzaghi ha scelto il più giovane dei due.

Del resto già in conferenza aveva annunciato il suo utilizzo, tra la gara di oggi e quella di mercoledì con la Juve. «Sta bene, è un ragazzo serio, troverà il suo spazio, soprattutto se va avanti così». Un ragazzo serio che giocava nella Cisco, poi diventata Atletico Roma: nel 2011, quando fallì, venne preso dal settore giovanile giallorosso, aggregato agli Allievi Regionali, e ben presto promosso sotto età nei Nazionali, da Sandro Tovalieri.

Alla Roma è rimasto 4 anni, molto intensi, e non solo perché il ragazzo è un grande tifoso giallorosso (come papà Paolo, attore e conduttore televisivo): nell'Atletico giocava col numero 10, a Trigoria è diventato ben presto difensore centrale. Sotto età con gli Allievi, sotto età all'esordio in Primavera, sotto età in serie A, nel 2014-15, con Rudi Garcia, che lo portò in ritiro e 12 volte in panchina. Spesso insieme a Lorenzo Pellegrini, classe 1996 come lui.

In difesa faceva coppia con Capradossi, insieme anche in azzurro, Mondiale Under 17 incluso: Calabresi andò via un'estate prima, a 19 anni, col Livorno in B. Sei mesi e poi Brescia, per un anno e mezzo. Iniziò la scorsa stagione a la Spezia, la finì a Foggia, sempre in prestito dalla Roma. Il Bologna lo aveva chiesto nell'affare Verdi, lo ha avuto, a titolo definitivo anche se il fantasista è finito altrove. E oggi farà vedere quello che vale contro la squadra che non ha creduto fino in fondo in lui.