Sarà un nuovo scontro tra maestro e allievo quello che andrà in scena alle 15 a Trigoria, in Roma-Fiorentina Primavera (diretta su Roma Tv e SportItalia): Alberto De Rossi, che il 25 gennaio aveva giocato (e perso) contro Giuseppe Scurto, ritroverà Alberto Aquilani, che aveva allenato ben prima di arrivare in Primavera. La classe 1984 fu la prima con cui si cimentò a Trigoria, a metà Anni 90: li prese negli Esordienti, li portò fino ai Giovanissimi, vincendo lo scudetto nel 1999, poi li riprese due anni dopo, negli Allievi, mancando il secondo tricolore solamente ai rigori, col Bologna di Meghni, Della Rocca e Terzi. E Aquilani era la stella di quella squadra, in cui giocavano anche Ferronetti, Corvia, Galasso, il povero Servi e Marco Paoloni. In Primavera non si ritrovarono, perché Aquilani salì sotto età con gli '83, e andando a far coppia con Daniele De Rossi, che non fu mai allenato dal padre.

Lo scorso anno Aquilani allenò fino a gennaio l'Under 18, poi passò nello staff di prima squadra, tornando in panchina in estate, quando Bigica è passato al Sassuolo, lasciandogli la Primavera, con tanto di finale di Coppa Italia da giocare (vinta, contro il Verona, che in semifinale aveva eliminato la Roma). Il primo incontro De Rossi-Aquilani, all'andata, è stato vinto 3-2 dal maestro, oggi la rivincita. L'allievo ci arriva in formazione rimaneggiata: tre espulsi nell'ultima gara, vinta 5-2 con l'Ascoli, Giordani dalla panchina, Saggioro e Munteanu (forse il migliore talento della rosa) dal campo. De Rossi dovrà rinunciare a Ciervo, che rimarrà in prima squadra dopo l'infortunio di Spinazzola.

«Sarà una partita apertissima, come l'andata - ha dichiarato il tecnico a Roma tv - sono due squadre che cercano il gol, non stanno ad aspettare l'errore dell'avversario e giocano da dietro. Devo dire che il collega (mi fa strano chiamarlo così) Alberto sta facendo un ottimo lavoro. Ripeto, sono molto temibili perché hanno gran qualità e creano tante occasioni, ma le concedono anche e cercheremo di usarle a favore nostro. I problemi in trasferta? Le statistiche servono a qualcosa e sono veritiere. Ma sul fatto che facciamo peggio in trasferta, secondo me, lasciano il tempo che trovano perché il nostro atteggiamento è sempre lo stesso: non cambiamo tatticamente, facciamo la nostra partita. In trasferta abbiamo sofferto solo la voglia di imporsi degli avversario e un pizzico di sfortuna».