Dall'Under 17 alla prima squadra, nel giro di un mese, e senza passare per la Primavera: è successo a Matteo Cardinali, che in questa stagione non giocherà mai coi grandi, ma a 17 anni compiuti da pochi giorni (è nato il 28 giugno 2001, a Roma, il più giovane dei convocati) va già benissimo così.

Lavorerà con Marco Savorani, il preparatore che ha il merito dei progressi enormi, nel biennio romano, del polacco Szczesny, e dell'ottimo rendimento di Alisson, che non ha minimamente risentito dell'anno con zero presenze in campionato. Nel 2018-19, nelle gerarchie della prima squadra, Cardinali sarà il quinto, ma siccome il primo - Alisson, impegnato al Mondiale, o quello che arriverà al suo posto in caso di cessione - in ritiro non c'è, è finito in lista pure lui, visto che ormai per partitelle e allenamenti, durante le preparazione di portieri se ne portano quattro. Lo scorso anno con Alisson e Lobont c'erano Romagnoli e Greco, pure loro cresciuti nel settore giovanile della Roma: ci sono anche quest'anno, accanto a Mirante e Cardinali.

Una presa di Cardinali durante la finale Scudetto con l'Atalanta

L'alternanza a tre

Che un anno fa, di questi tempi, non era di ottimo umore: la Roma era arrivata a un passo dal portarsi a casa la prima edizione del campionato Under 16, il Milan aveva vinto 5-2 la finale. E un portiere che prende 5 gol in 80' ha poco da stare allegro. Anche perché quella finale era la sua grande occasione, e non era riuscito a sfruttarla. Il gruppo dei 2001 - da cui, oltre a Cardinali, arriva anche l'altro ragazzo della Primavera che da lunedì si allenerà Di Francesco, Alessio Riccardi, nella scorsa stagione già protagonista sotto età con Alberto De Rossi - è quello delle tre finali scudetto, Under 15 nel 2016 (2-0 per l'Atalanta ai supplementari), Under 16 un anno fa (ko col Milan), Under 17 il mese scorso (3-2 all'Atalanta a Ravenna, prima vittoria). Era anche il gruppo dei tre portieri: Giuliani era quello bravo, Cardinali quello alto, Anatrella l'outsider, arrivato per ultimo, da Capua, nel 2015.

Precedenti poco incoraggianti

La prima finale la giocò Alessio Giuliani, romano della Magliana, ex Pian Due Torri, riflessi eccezionali, rendimento sempre elevato, ma una struttura fisica che a vederlo in borghese non sembrava neppure un portiere. E i precedenti non deponevano a suo favore, visto che anche i due portieri più forti visti negli ultimi 15 anni di Roma Primavera, Valerio Frasca e Pietro Pipolo, non erano particolarmente alti: il primo, che ora è uno stimato titolare in serie D con l'Albalonga, in Lega Pro non aveva avuto fortuna, arrivando a rimanere inattivo per una stagione, a 22 anni, prima di ricominciare vicino casa col Sora. Il secondo è coetaneo di Marchisio e Criscito - due nomi non a caso: contro di loro fece miracoli, portando la Roma alla finale scudetto Primavera del 2005 - ma nel 2014, a 28 anni, ha chiuso col calcio giocato per tornare a Trigoria da preparatore delle giovanili.

Con i 1998 c'era la stessa situazione dei 2001: uno dal rendimento altissimo, Crisanto, che dopo lo scudetto Primavera venne scelto come miglior numero 1 del campionato 2016-17 dall'Associazione sportiva italiana preparatori dei portieri di calcio, e Romagnoli, che era la sua riserva, pur essendo più alto. Ora Crisanto potrebbe rimanere al Siena, dove lo scorso anno ha fatto il dodicesimo, debuttando solo all'ultima, mentre il suo vice Romagnoli, col ritiro di Lobont è stato promosso sul campo come terzo (in Champions lo ha fatto già nella scorsa stagione, visto che il romeno non era in lista) e proprio ieri ha rinnovato il contratto, fino al 2020.

Una finale sfortunata

Per evitare di trovarsi nella stessa situazione, a Trigoria si decise di buttare nella mischia Cardinali, nel corso della stagione 2016-17, con Rubinacci in panchina: minutaggio molto simile ai colleghi Anatrella e Giuliani, ma giocando le partite più importanti dell'anno, il quarto di finale di andata con l'Udinese (vinto 3-0 in trasferta), la semifinale col Cesena e la finale scudetto col Milan. Solo che il ragazzo, che pure era già stato convocato in Nazionale, con l'Under 15 e l'Under 16, non era ancora pronto: dopo 24' il Milan era avanti di tre gol, e sui primi due il portiere giallorosso non fece una gran figura. E infatti quest'anno, negli Allievi, è ripartita l'alternanza: per Cardinali il ritiro con la Primavera, unico dei tre portieri dei 2001, un torneo in Inghilterra con l'Italia Under 17 (che però poi non lo ha portato all'Europeo), ma sole 5 presenze da titolare nel club, tra settembre e metà aprile. Da quel momento in poi però Baldini gli ha ridato fiducia: fine dell'alternanza, fuori gli altri due, le ultime 6 gare ufficiali le ha fatte lui. La Roma le ha vinte tutte, e Cardinali non ha sbagliato nulla: con lo scudetto sulle maglie, e il suo metro e novanta, ora è pronto per mettersi al lavoro con i grandi.