Perdere contro una squadra di Serie C è normale per una Primavera, e infatti nessuno a Trigoria si è preoccupato per il 2-1 subito (con un rigore e un gol su sviluppi di calcio d'angolo, peraltro) domenica in casa della Viterbese. Anche perché la sconfitta è arrivata al termine di una gara equilibrata, in cui la Roma doveva fare a meno dei tre nuovi acquisti, ancora non tesserati (il mercato aprirà ufficialmente solo oggi), pure se si allenano da tempo con la squadra: i difensori centrali Vicario e Feratovic, spagnolo il primo, sloveno il secondo, e il gigante israeliano Suf Podgoreanu, fisico da centravantone d'area e curiosa abitudine a partire sulla fascia (dove peraltro c'è molta più scelta, mentre al centro c'è solamente il fuoriquota Tall, e al limite l'adattato Travaglini).

Non ha creato molto la Roma nel primo tempo, quando pure è stata schierata con due ali e un trequartista alle spalle del centravanti, e due terzini di spinta come Bouah e il fuoriquota Seck (che in campionato non ci sarà: ha 24 anni e sta solo aspettando l'ennesimo prestito): le cose migliori la squadra giallorossa le ha fatte vedere quando, dal 19' del secondo tempo, sotto di un gol per il rigore trasformato da Nicholas Bensaja (due stagioni nel settore giovanile della Roma, dai 14 ai 16 anni), è stata ridisegnata con la difesa a tre. Il regista, Filippo Tripi, è stato arretrato in mezzo ai due centrali difensivi, Ndiayè e Buttaro (che dopo l'intervallo aveva preso il posto di Trasciani, altro fuoriquota in attesa di squadra, vent'anni compiuti a gennaio), lasciando più libertà di manovra ai laterali difensivi, scalati a centrocampo.

Nuovi esterni

A sinistra c'era Rocchetti, classe 2003 all'esordio in Primavera, un terzino che però in questo modulo potrà fare comodo anche come terzo centrale, a destra, al posto di Bouah, che ha giocato l'ultima partita da titolare il 23 novembre 2018 (giorno in cui si infortunò al legamento crociato: è tornato il 16 settembre 2019, subentrando nella ripresa, e dopo dieci minuti è uscito di nuovo, sempre con un crociato rotto), De Rossi ha fatto entrare Ciervo. Che è un esterno d'attacco, con un fisico slanciato, una corsa eccellente, un bel dribbling ma poca freddezza sotto porta: il ragazzo di Latina, arrivato nel 2016 dalla Polisportiva Carso, che non è ancora completamente esploso (anche se nelle finali scudetto dell'Under 17, nella stagione 2018-19, ha fatto intravedere grandi cose), non era mai partito in posizione così arretrata. Un paio di minuti dopo l'ingresso in campo si è fatto trovare pronto al limite dell'area per calciare un pallone ben rifinito da Zalewski, numero 10 e uomo di maggior classe della squadra, trovando subito il pareggio. E poi, beneficiando della posizione, che valorizzava le sue doti atletiche, è arrivato un paio di volte al cross dal fondo, mettendo la palla in mezzo, l'ultima volta anche rientrando sul sinistro, che non è il suo piede.

A inizio partita sulle ali sono partiti Riccardi e Providence, ma ben difficilmente in campionato ci saranno entrambi: il primo potrebbe finire al Bari di De Laurentiis, via Napoli, se andasse in porto l'affare Milik. Cancellieri, in partenza, non era neanche in panchina, Bamba è entrato nel finale: Ciervo, dopo un anno di apprendistato in Under 18, può essere un titolare importante. Come Bove, che non tornerà prima di metà ottobre per una microfrattura al piede: la squadra ha bisogno del suo dinamismo e dei suoi inserimenti in attacco.