L'altra Baku si trova all'esterno dell'Azersun Arena, estrema periferia della città, lontano dai grattacieli di vetro, come dalle mura e dai castelli del centro storico. Qui, nel piccolo stadio di proprietà del Qarabag, la Primavera di Alberto De Rossi passeggia contro i pari età azeri. Un 3-0 che non ammette repliche, e certifica il livello elevato dei piccoli giallorossi, che riscattano il passo falso casalingo della prima giornata contro l'Atletico Madrid. All'Azersun la pioggia battente non raffredda lo spirito dei tifosi di casa, che preparano l'antipasto per la serata di Champions: un centinaio in totale sugli spalti, una trentina nel curvino, rumorosi da un punto di visto vocale, oltre ad essere ‘armati' di tamburi e rigorosamente a petto nudo. L'ambiente però influenza poco l'andamento della gara.

Celar come un piccolo Dzeko

Il tecnico giallorosso schiera l'abituale 4-3-3, che a volte sembra un 4-2-3-1, quando Riccardi lascia la posizione di terzo centrocampista per piazzarsi trequartista alle spalle di Celar, con Cappa e Antonucci sugli esterni. Era stato straordinario nella vittoria a Vinovo contro la Juventus, questa volta però la scena presenta un altro protagonista, il centravanti sloveno, che impiega pochissimo a prendersela quasi di prepotenza, tanto è il suo strapotere fisico. Completa il quadro la distanza tecnica che lo separa dai difensori azeri, sempre in apnea nel cercare di reggere la sua forza d'urto. Celar fa più o meno quello che vuole fin dai primi minuti: funge da sponda per gli inserimenti dei compagni, dribbla, imposta, quando è il caso fa a sportellate con il diretto avversario per permettere alla squadra di salire: sembra un piccolo Dzeko. Ma soprattutto va alla conclusione e dopo 11'porta in vantaggio la Roma. L'azione parte dai piedi di Valeau, che lo serve a una ventina di metri dalla porta: Celar si gira, entra in area da destra e fulmina Huseynov con un diagonale all'angolino basso.

Loro mai pericolosi

Il vantaggio è meritato: Marcucci e Valeau prendono possesso del centrocampo, gli esterni bassi Meadows e Trusescu vivono situazioni di relativa tranquillità, permettendosi scorribande in avanti. In tutta la prima frazione il Qarabag non riesce a rendersi mai pericoloso: Romagnoli sporca i propri guanti soltanto al 40', per un'uscita bassa. Per il resto è un monologo giallorosso. Cominciato fin dal secondo minuto, con un sinistro di Riccardi da fuori, che termina alto: si renderà pericoloso anche sull'1-0, al 18', dopo una percussione di Antonucci sulla sinistra prolungata da Celar. Sempre sullo stesso versante, ennesima iniziativa di Valeau al 39', con pallone che filtra in mezzo e Riccardi che tira alto.

Avvio di ripresa senza occasioni da segnalare, fino al 58'. Celar batte una punizione dal vertice sinistro dell'area, il numero 38 si stacca dalla barriera, viene ammonito e il tiro fatto ripetere. Buona la seconda: una traiettoria che termina la sua corsa all'angolo alto sul primo palo. Il portiere del Qarabag riesce invece a sventare un'incursione di Antonucci al 62', ma nulla può sull'azione che al 77'porta Valeau, ancora lui, ad appoggiare in mezzo per lo stesso Antonucci, che mette il sigillo finale.