Da problema a soluzione: ci sono partite che possono cambiare il giudizio su una stagione, e Felipe Estrella Galeazzi ha giocato una di queste venerdì a Sesto San Giovanni, portandosi via il pallone al termine di Inter-Roma 2-4. Un solo gol nei primi 530' giocati in campionato dal centravanti brasiliano, ovvero le prime sei giornate (tutte da titolare, saltando appena 10' per due sostituzioni ricevute contro Fiorentina e Genoa, sempre nel finale), tre negli 81' dell'ultima gara giocata, contro la finalista dello scorso campionato Primavera, la seconda forza della categoria, dietro il rullo compressore Atalanta (che verrà a Trigoria domenica prossima).

Il campo di Sesto San Giovanni gli porta bene: arrivato lo scorso gennaio dal Ferroviaria, segnò qui il primo gol in Italia, il 9 marzo, quando De Rossi provò a schierare insieme lui e Celar, con Cangiano alle spalle. La Roma perse 3-1, l'esperimento non venne ripetuto, Estrella tornò riserva, segnò altri tre gol, di cui 2 pesantissimi nel playoff contro il Chievo, uno alla prima di quest'anno, sempre contro i veneti, poi un digiuno di 5 partite, finito venerdì, con una tripletta tutta nel primo tempo. «Non me l'ero immaginata così questa giornata - ha dichiarato a Roma Tv - ma ho fatto una bella partita. Ho aiutato la squadra a vincere contro una squadra forte come l'Inter».

Anche se, dopo i suoi primi due gol, in fase difensiva qualcosa non è andata per il verso giusto, e l'Inter si è portata sul 2-2, cosa che Alberto De Rossi non ha preso per niente bene, con tutto che quando la squadra è andata a sentire la sua sfuriata negli spogliatoi era già sul 3-2, per il terzo centro del brasiliano. «Il campo non ci aiutava tanto, abbiamo vinto e siamo felici. Ora dobbiamo lavorare bene in settimana e poi ci sarà l'Atalanta. Ma non è cambiato niente rispetto alle prime partite, in allenamento stiamo sempre con la concentrazione alta per entrare bene in campo. Le mie partite senza gol? Non ero tranquillo perché un attaccante deve segnare, deve essere sempre concentrato. Con l'Inter grazie a Dio ho fatto una bella partita».

Che forse, se fosse arrivata un mesetto prima, avrebbe potuto garantirgli una chiamata coi grandi: con Kalinic infortunato, Dzeko con una frattura allo zigomo non ancora saldata, e pochi esterni sani da adattare, alla prima squadra un centravanti in più avrebbe potuto fare comodo. Ma non si può portare in panchina in serie A un attaccante che non segna in Primavera.

Pronto Tall

A 9' dalla fine, contro l'Inter, Estrella ha lasciato il posto al senegalese Lamine Tall, ovvero il centravanti che la Roma aveva da tempo individuato per metterlo in competizione con lui: si allena con De Rossi già dal ritiro di luglio a Borgo Valsugana, ma il tesseramento è stato ultimato solamente giovedì, alla vigilia della gara.

Subito convocato (come era capitato già al difensore Ndiaye, che però si è fatto male, all'esordio) e subito in campo, visto che il brasiliano è sembrato particolarmente stanco: al primo pallone toccato il ragazzo ha ripagato la fiducia del tecnico, con un poderoso scatto in velocità sulla sinistra che la difesa non è riuscita a contenere: cross dal fondo, e Simonetti (altro subentrato) a centro area ha trovato il gol che ha chiuso la partita. Al 91' il senegalese ci ha provato anche di testa, un bel riflesso di Stankovic gli ha negato il gol. Dicono che, a fronte di una tecnica da migliorare, e di un fisico eccezionale, il suo forte sia la capacità di fare la sponda, lavorare per la squadra e far salire i compagni. Avrà il suo spazio, anche senza gol all'esordio.