Ora è arrivata anche l'ufficialità: il Sassuolo ha depositato in Lega il contratto di Riccardo Cappa, che è un giocatore del Sassuolo già da ieri. L'esterno offensivo che fino a domenica era a disposizione della Roma Primavera, ieri è partito in treno per l'Emilia, ha firmato il contratto e si è già allenato con il suo nuovo club. Che lo ha preso a titolo definitivo e gratuito: la Roma, che lo aveva bloccato con un contratto professionistico, oltre a risparmiare l'ingaggio, avrà una cospicua percentuale su una eventuale futura rivendita, vicina al 50%. Ma ci vorrà del tempo: il ragazzo, che farà 19 anni il prossimo 29 aprile, non farà subito da riserva a Matteo Politano, ex romanista e ala destra come lui, ma partirà dalla Primavera, la prima squadra dovrà conquistarsela. Tanto che l'operazione è stata portata avanti e conclusa dal settore giovanile neroverde, non dalla prima squadra.

DA PINZOLO ALL'ADDIO

E pensare che in estate Riccardo Cappa era stato portato in ritiro con la prima squadra, e si era anche messo in buona evidenza, giocando da titolare le prime due amichevoli, contro Pinzolo e Slovacko. Nella prima, giocata con la maglia numero 26, andò anche in gol, dopo 17', con un sinistro di controbalzo: «Anche Cappa ha fatto bene», dichiarò nel post partita Di Francesco. Poi però a fine ritiro non gli è stato assegnato il numero di maglia coi grandi, al contrario degli amici Antonucci, Ciavattini e Luca Pellegrini (con gli ultimi due ha anche passato il Capodanno, con tanto di foto di gruppo su Instagram). Antonucci e Pellegrini li ha conosciuti nel 2013, quando arrivò a Trigoria, per entrare a far parte della rosa dei Giovanissimi Nazionali, classe 1999. Nato a Latina, arrivò nel 2013 da Borgo Carso, dalla Polisportiva dove lavora Roberto Simonetta, l'ex attaccante di Piacenza, Lucchese e Padova che alla Roma aveva dato anche il figlio Alessandro, capocannoniere della Primavera campione d'Italia 2004-05, un talento naturale che sembrava destinato a ben altro che qualche apparizione in Lega Pro.

PROTAGONISTA DELLO SCUDETTO

Con Cappa arrivarono anche il difensore centrale Cargnelutti - suo compagno di stanza in ritiro - e il mediano Petruccelli: vinsero lo scudetto Giovanissimi nel 2014, nel 2015 con gli Allievi ce n'era in campo uno solo. Finale a Montepulciano, lo 0-0 viene rotto a 3' dalla fine da Marco Olivieri, attaccante esterno preso dal fallimento del Siena che in estate i toscani hanno ceduto alla Juventus Primavera: sembra una beffa per la Roma di Coppitelli, che in semifinale ha eliminato la squadra più forte del campionato, il Milan di Donnarumma, Locatelli e Cutrone, e già solo per quello meriterebbe lo scudetto. Nel recupero, Cappa, che è sotto età, ed era subentrato neanche mezz'ora prima, segna un gol magnifico, liberandosi in dribbling di due avversari nel cuore dell'area, e porta la gara ai supplementari: con 20' in più il superiore tasso tecnico della Roma si fa sentire, e arriva il 2-1 che vale lo scudetto, un pallonetto da fuori area di Tumminello. Quest'anno, in Primavera, Cappa sarebbe dovuto essere titolare, le cose sono andate diversamente: 5 partite in campionato, una sola dall'inizio alla fine. Un solo gol in stagione, di testa, a Madrid, in Youth League, prestazione magnifica e inutile perché la Roma perdeva 2-0, il suo gol rimase unico, e la sconfitta portò all'eliminazione. De Rossi gli preferiva l'olandese Besuijen, due anni più giovane, faticava a trovare spazio anche con Keba infortunato: non poteva accettarlo, ha chiesto di andare via, e la Roma non si è opposta.