«Simone Verdi è un calciatore che prenderei sempre». Non ha dubbi Marcello Carli, ex Direttore Sportivo dell'Empoli, che nell'estate del 2013 decise di puntare sul ragazzo. A distanza di quattro anni e mezzo, l'attaccante è diventato l'uomo copertina del mercato e nei prossimi giorni darà una risposta definitiva al Napoli, reduce da una trattativa positiva con il Bologna. I due club stanno portando avanti un'operazione da 22-25 milioni di euro, ma prima di intraprendere il rettilineo finale dovranno attendere l'esito del vertice tra agente e calciatore, in programma al rientro dalle vacanze del talento 25enne.

Il Napoli vorrebbe chiudere l'operazione Verdi nei prossimi giorni. Secondo lei è pronto per il grande salto e per insidiare i titolari?
«Conosco molto bene Simone e sapevo che doveva solamente fare l'ultimo step per diventare un grande giocatore. Mi sembra che l'abbia fatto ed è un calciatore che io prenderei sempre. Non credo debba andare lì per togliere minuti agli altri giocatori. Deve andare a dare una mano, per essere un'arma in più e migliorare la squadra. Fossi in lui io andrei subito al Napoli se ci fosse la possibilità. Non so se si farà, ma secondo me è pronto per andare e non dovrebbe avere dubbi perché andrebbe in una squadra prima in classifica e che al 99% farà la Champions la prossima stagione. Sono occasioni da non perdere per diventare un calciatore ad alti livelli. Sinceramente non capisco quali possano essere i dubbi. Se si va in grandi squadre come la Juve, la Roma o l'Inter non è semplice giocare, ma se si dimostra di essere più bravi degli altri si gioca».

La figura di Sarri, già conosciuto all'Empoli, può aiutarlo?
«Io non conosco un allenatore che non fa giocare un calciatore che ritiene più forte degli altri. Maurizio i giocatori pronti li mette in campo, quelli che vede un po' più indietro non li mette perché pensa che possano svantaggiare la squadra».

La sessione di gennaio è iniziata da pochi giorni, che mercato sarà?
«A gennaio non è mai semplice. Le squadre medio-piccole possono ambire ad un giocatore che possa far invertire la rotta, ma per le grandi prendere un calciatore forte che possa cambiare le sorti di una squadra non è semplice. Sarà un gennaio come al solito, non dobbiamo aspettarci grandissimi colpi».

In passato ha fatto molte operazioni con la Roma: penso a Paredes e Skorupski ad esempio. C'è un affare che è saltato proprio all'ultimo?
«C'è stato il discorso legato a Paredes. Poteva tornare un altro anno ad Empoli e poi cambiare casacca. C'è stata la possibilità, ma poi all'ultimo è saltata. Per noi sarebbe stato un giocatore straordinario. Io non vedo tanti giocatori più forti, ma la Roma ha monetizzato molto bene. È giovane e può crescere ancora».

Ha ricevuto offerte per tornare a lavorare?
«Per un direttore è fondamentale avere un rapporto importante con la proprietà. Bisogna trovare un posto dove si possano portare avanti le proprie idee, non solo a livello di mercato. Il ruolo del direttore è quasi più quello gestionale, di stare con l'allenatore, con la squadra e veder crescere i ragazzi, che quello legato al mercato. Sono sereno, se trovo una situazione che mi piace, mi ributto, altrimenti no».