Il grande problema del passaggio tra Primavera e prima squadra è sempre lo stesso: la differenza di ritmo e intensità delle partite. Per attutire il salto, ci sono le grandi manifestazioni giovanili per le nazionali: a ottobre l'Italia volerà in Brasile per il Mondiale Under 17. Edoardo Bove, talento emergente della Roma Primavera, uno di quelli che (se tutto andrà come deve andare) il salto in prima squadra nel giro di un paio d'anni lo farà, dovrebbe esserci, con tutto che a maggio non faceva parte dell'Italia che ha giocato l'Europeo in Irlanda, arrivando fino alla finale, persa 4-2 contro l'Olanda (che un anno prima aveva negato il trionfo ai 2001, con Riccardi capitano).

La maglia azzurra l'aveva assaggiata nel 2016, con il torneo di Natale a Coverciano, un annetto dopo il Torneo di Gironi, ma erano solo partitelle in famiglia, l'esordio vero è arrivato nel 2018, all'International Tournament in Portogallo, manifestazione in cui è stato convocato solo all'ultimo, per il forfait dell'attuale capitano dei 2002 in azzurro, l'atalantino Panada. Nunziata, che non lo aveva portato all'Europeo di maggio per scelta tecnica, ad agosto ha deciso di dargli una nuova possibilità: due spezzoni nella doppia amichevole giocata a ridosso del confine con la Slovenia, altri due a Roma contro la Serbia, tra sabato e lunedì, la prima al Francesca Gianni, la seconda al Tre Fontane.

Con 4 presenze su 4 il romanista ha tutto il diritto di ambire ad esserci anche per la prossima gara ufficiale, contro le Isole Salomone, il 28 ottobre a Gama, entroterra brasiliano. «È un grande onore giocare in nazionale - conferma il ragazzo - sono tutte partite importanti, bisogna sempre dare il massimo per entrare in questo gruppo, e fare bene. Siamo in un momento molto importante della stagione: tra un mese si parte per il Mondiale, sono gli ultimi momenti in cui lavoriamo per arrivarci al meglio». Per arrivarci, ha fatto benissimo con la Roma: 16 gol in 20 partite con l'Under 17 dello scorso anno, giocando mezzala e senza tirare rigori. Più 5 presenze - due dal primo minuto - sotto età con la Primavera, categoria in cui quest'anno ha ottime chance di partire titolare, con tutto che il reparto mediano è quello in cui De Rossi avrà più alternative. «In nazionale viene richiesto un maggiore livello d'intensità, in campo internazionale si corre molto di più. Bisogna abbinare la qualità che viene richiesta a chi gioca in azzurro a un'intensità molto più alta. Nunziata sta cercando di farmi integrare in questo gruppo che si era già formato per l'Europeo: il suo gioco ci aveva portato in finale, e ora proveremo a farlo vedere anche al Mondiale».

Nel 4-3-1-2 di Nunziata Bove può giocare mezzala - sabato è entrato a destra, lunedì a sinistra - o trequartista di corsa. «A me piace inserirmi per fare gol, ma sta al mister decidere: io in ogni occasione penso a dare il massimo, e mi va bene qualsiasi ruolo. È un periodo importante della mia carriera, devo lavorare molto. Il momento in cui devo fare il salto di qualità, per riuscire un giorno a sfondare nel calcio dei grandi». E il Mondiale potrebbe essere pure un buon inizio: senza l'infortunio l'avrebbe giocato pure Calafiori, ad agosto erano entrati nel giro azzurro anche Tripi e Milanese (ma hanno saltato l'ultima convocazione).