Ne ha parlato Piccareta, qualche giorno fa lo aveva fatto Tarantino: il nuovo campionato Under 18 è nei piani del club giallorosso. Resta da capire se si farà: varie società si sono dette interessate, ma sono solo le grandi, e non è detto che bastino. La Federcalcio ci sta lavorando: corre voce che il numero minimo sia dieci partecipanti, ne mancherebbe una sola. Se ne è parlato anche l'altra sera a Ravenna, tra il responsabile del settore giovanile nerazzurro Samadem e il collega romanista Tarantino.

Il campionato Under 18 prenderebbe il posto - almeno per la serie A - del campionato Berretti, organizzato dalla Lega di C, ma aperto anche ai club di A che ne fanno richiesta, che però giocano fuori classifica, e a fine stagione fanno delle finali a parte, vista la schiacciante superiorità tecnica. Quest'anno erano 4 i club di serie A iscritti, e uno di B: Atalanta, Sassuolo, Inter, Torino e Ascoli. Numero dispari, che ha portato a una formula bizzarra: semifinale tra Inter e Ascoli da una parte, girone a tre dall'altra, vinto dal Torino, che ha poi battuto 2-0 l'Inter in finale, rigore di Moreo e raddoppio di Leggero. Tra i granata anche il centrale Francesco Laurenzi, che un anno fa aveva vinto lo scudetto da capitano della Roma Under 17, ma non era stato confermato per la Primavera: non è mai stato convocato da Coppitelli in quella granata, ma si è tolto lo sfizio di diventare campione d'Italia per il secondo anno di fila, sia pure in una categoria che non riscuote molto interesse.

Ha gli stessi limiti d'età della Primavera, il campionato Berretti: l'Inter ha mandato a giocare la finale anche un 2000 come Samuele Mulattieri, pagato un paio di milioni di euro allo Spezia, con cui aveva già segnato in B, aggregato per tutta la stagione alla squadra di Madonna (senza squilli particolari). In linea di principio però la Berretti viene utilizzata dalle società che giocano al limite d'età con la Primavera - Atalanta e Inter in primis - per dare spazio ai ragazzi appena usciti dall'Under 17. Con le dovute eccezioni: i bergamaschi ci hanno mandato quasi tutta la rosa che ha perso la finale con la Roma, incluso un talento cristallino come il numero 10 Cortinovis, ma il centrale difensivo Okoli, il terzino Brogni e il centravanti Piccoli (lanciato pure da Gasperini) hanno fatto tutto l'anno in Primavera.

La Roma ha sempre fatto la scelta opposta, preferendo far passare i ragazzi dall'U17 (anche quando si chiamava campionato Allievi) alla Primavera: Semeraro, Cangiano e Freddi Greco hanno retto senza problemi il salto di categoria, come Riccardi e Bouah, che erano saliti già un anno prima, sotto età. Nessuno di loro lascerà la Primavera questa estate, e le sole partenze dei fuoriquota Stefano Greco, Cargnelutti e Celar non basteranno per lasciare uno spazio adeguato ai componenti dell'ottimo gruppo dei 2002, fresco di finale persa con l'Inter: c'è il rischio che - a parte Tripi, Buttaro e Bove, già lanciati sotto età, i primi due favoriti anche dall'oggettiva carenza di difensori centrali - troppi ragazzi di talento passino una stagione in panchina. In overbooking soprattutto gli esterni d'attacco: rimarrà sicuramente Cangiano, ci saranno Riccardi e Silipo (che non sono esterni, ma finiscono spesso per giocarci), D'Orazio non è certo che vada via, in rosa c'è pure Besuijen, dal gruppo dei 2002 possono salire Cancellieri, Zalewski, Bamba, Ciervo e Travaglini.

Pure mandandone a giocare un paio, alcuni non troverebbero spazio neppure in panchina, l'Under 18 sarebbe una soluzione. Non la migliore: quella sarebbe stata allestire la seconda squadra, e mandare i vari Riccardi, Cangiano e D'Orazio a confrontarsi con difensori di serie C. Ma la Roma - e tutte le altre squadre, con la sola eccezione della Juventus, che rifarà l'U23, affidandola a Fabio Pecchia - ha optato per la ben più economica soluzione dell'Under 18. E si parla anche di aumentare da 3 a 5 il numero di fuoriquota in Primavera, che (di fatto) diventerebbe di nuovo un campionato su base triennale, come è stato fino al discutibile abbassamento del limite d'età del 2012.