La fisicità del Bologna condanna la Roma: Primavera ko 2-3 e 2ª in classifica
Seck dimezza il doppio svantaggio, ma N'Diaye ne segna un altro e cala il tris. Non basta la rete di Arena nel finale: i giallorossi ringraziano i pareggi di Cesena e Parma
(GETTY IMAGES)
Lo squilibrio sul piano fisico è evidente. E allo Stadio Tre Fontane, il Bologna fa sua la partita: la Roma Primavera cade, prova a rialzarsi e si arrende di fronte al 2-3 dei rossoblù. Un po’ di posizioni più in basso ma decisamente straripanti sotto il punto di vista dei duelli. Si apre con questa premessa la sfida della 22ª giornata del Campionato, in quanto bastano 3’ alla squadra ospite per mettere pressione e siglare il vantaggio. L’aggressività evidenzia le difficoltà dei ragazzi di Guidi e una disattenzione generale della retroguardia lascia spazio a Castaldo per timbrare indisturbato, dopo il suggerimento dalla sinistra giallorossa di Negri.
Con un gol così, a freddo, diventa difficile rispondere anche sul piano mentale. Tant’è che il 3-4-2-1 proposto risulta piuttosto confusionario: la catena difensiva con Nardin, Seck e Terlizzi sbaglia parecchio in impostazione (specie il figlio d’arte, spesso irruento anche negli interventi); ma la nota dolente è Bah, posto male nel contrasto e nell’amministrazione. Al 7’ c’è Panico a rimediare a un suo errore. E al 14’, su un corner regalato proprio dal numero 8, arriva il raddoppio: cross preciso di Lai per N’Diaye, indisturbato al limite e libero di sfornare un tiro al volo imprendibile per De Marzi. Altri 9’ e Guidi decide di cambiare il suo motore: Della Rocca prende il posto di Bah, ma poco cambia con l’arretramento di Di Nunzio, inizialmente schierato a trequarti con Forte a supporto di Arena. Neanche sulle fasce è giornata: Sangaré è nullo, Lulli si accende a intermittenza. Poi, al 28’ lo spiraglio di luce con la zuccata di Seck, su angolo; quindi, subito i nuvoloni a coprire il flebile sorriso romanista nel freddo pomeriggio dell’Eur. Un minuto più tardi, complice un passaggio sbagliato del numero 7 appena entrato, arriva l’imbucata di Toroc per N’Diaye, bravo a battere ancora De Marzi. Tris. Sangaré può accorciare al 45’, ma si divora clamorosamente la chance di fronte a Franceschelli.
Alla ripresa, poco e nulla. Anche se la Roma è meno fumosa e a tratti più convincente. L’ingresso di Mirra per un insufficiente Terlizzi e quelli di Maccaroni e Litti servono a raddrizzare una partita sui binari sbagliati dalla partenza. Almeno sotto il punto di vista dell’intensità. Forte va vicinissimo al gol, così come Della Rocca. Sul piano fisico si soffre comunque, nonostante il maggiore spazio concesso. C’è pure un po’ di sfortuna a fermare la Roma, quando al 77’ Markovic salva sulla linea il tentativo (seppur non irresistibile) di Panico dalla distanza. Dall’altra parte, Toroc sfiora il poker con un pallonetto sul fondo, a tu per tu col portiere romanista. Ma c’è tempo per un ultimo sussulto: all’89’ ci pensa Arena, con un colpo di testa ad accarezzare il cross di Litti, a segnare il secondo gol di giornata per la Roma. Mentre Lulli si ritrova costretto a lasciare i suoi in dieci uomini, causa infortunio e cambi esauriti. Dopodiché, il fischio finale. Che sentenzia il ko e il secondo posto, fisso a 37 punti. Poco male: i pareggi di Cesena e Parma lasciano invariata la classifica. Serve però tornare subito a vincere col Lecce.
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