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La Roma Primavera cade ancora: rimonta subita, nervi tesi e ko nel derby

Termina 1-2 al Tre Fontane: Litti sigla il vantaggio, l'autorete di Sangaré e il gol di Bordon al 91' (con errori di Zelezny) ribaltano tutto. Rosso a Nardin nel finale

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Sergio Carloni
12 Dicembre 2025 - 20:06

La Roma Primavera non vince più. Anche nel derby arriva uno scivolone. Succede dopo 65 minuti di valore, prima che Sangaré spedisca la palla nella sua porta,  che Bordon sigli l’1-2 nel recupero e che gli avversari contribuiscano nel rendere incandescente la sfida, lanciando palloni in campo. Proprio quando la Roma può avvicinarsi al pari. Allo Stadio Tre Fontane i ragazzi di Guidi trovano il 2º ko consecutivo. La 5ª gara di fila senza gioire. Prima alzando la testa. Poi arrendendosi di fronte agli ennesimi episodi. Di campo e comportamentali.

Due fasi si danno il cambio. La prima vede una squadra lucida. Consistente. Non nelle occasioni. Bensì, nel gioco. Nonostante qualche pericolo (non imponente) dalle parti di Zelezny. Però, sin dai primi minuti il 3-4-2-1 scelto da Guidi sa prendere le dovute misure nello sviluppo dell’azione. Modellandosi. Si passa a un 3-5-2, con Di Nunzio più basso, quando ce n’è bisogno: un raccordo di rilievo in costruzione. Ma sono le palle inattive a portare i primi pericoli: Terlizzi al 6’, Romano al 15’ direttamente da punizione. I rischi, invece, arrivano nella riconquista. Quando c’è da occupare spazi lasciati liberi dal pressing. E così, al 21’ c’è la prima parata di Zelezny, su Serra, servito in profondità da Saná Fernandes. Un’occasione che lascia spazio a un momento di stallo della partita, tra tensioni (lievi) e falli (tanti). E al gol della Roma. Di Litti, per l’esattezza: arriva al 35’, quando un recupero del pallone porta alla conclusione dalla distanza di Arena, alla parata di Pannozzo e al tap-in del numero 3. Palla in rete, esultanza, abbraccio collettivo. 

Ma alla ripresa l’estasi lascia spazio a una gara spezzettata. Su cui pesano contrasti e duelli. Oltre agli errori. I biancocelesti ci provano in contropiede. I giallorossi cercano equilibrio. Poi arriva l’1-1, che porta la firma di Sangaré. Uno sfortunato autogol, al 68’, compromette la fin lì buona prestazione: cross dalla destra, uscita a vuoto di Zelezny, tocco fortuito del 66 in porta. Poi poche occasioni. La più ghiotta arriva al 78’ dal piede di Bah, dopo il cross dalla sinistra di Cama. Tiro al volo, rasoiata al palo. Fuori. Le pause sono tante. Cambi, giocatori a terra. E nel recupero, al 91’, un’altra carambola in area porta alla rete del sorpasso avversario. La firma Bordon, da due passi, con un altro errore del portiere romanista. Da lì, nervi tesi e miracoli. Le panchine sono protagoniste di un acceso alterco, per cui Almaviva e Montano ricevono un giallo, mentre Scalisi viene espulso; dopodiché, i giocatori laziali lanciano un pallone in campo. Proprio quando la squadra si avvicina alla porta. A queste condizioni, c’è da fermare il gioco. Parapiglia tra le panchine. Un altro. L’intensità cresce. E alla ripresa, al 98’, Morucci sfiora il 2-2. Sfiora. Perché il miracolo di Pannozzo sulla zuccata tiene in vita gli avversari. Quindi, raffica di corner. Zelezny sale, Romano ci prova al volo, trovando una deviazione. Poi non c’è più tempo. I 90’ del venerdì sera si chiudono con zero punti e un rosso a Nardin, corso a rispondere alle provocazioni degli avversari in festa. Non la miglior conclusione. E martedì si torna in campo, contro il Monza. Urge una presa di coscienza rapida, per riassestare il mare in tempesta.

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