La notizia non è ancora ufficiale, ma gira nell'aria: tra due giorni Luca Pellegrini tornerà in campo, con la Roma Primavera, che sabato riceverà al Tre Fontane il Milan, orfano di Rino Gattuso. Fuori quota senza esserlo: ha la stessa età degli altri che saranno in campo, è cresciuto con i vari Antonucci, Marccucci e Valeau, ma viene gestito dalla prima squadra, con cui si è fatto male, a Pizolo, lo scorso 14 luglio, nell'amichevole di fine ritiro con lo Slovacko. Però ieri pomeriggio, sfidando il diluvio, il numero 3 era sulle tribune del Tre Fontane, a fare il tifo per i coetanei, che hanno faticosamente battuto il Palermo, approdando ai quarti di Coppa Italia Primavera: con lui anche l'amico Marco Tumminello, ceduto in prestito al Crotone, ma tornato a Roma per curarsi. Si sono fermati per lo stesso motivo terzino e centravanti della Primavera 2016-17, la lesione del legamento crociato, il difensore è a un passo dal rientro, a tempo di record. Operato da Mariani a Villa Stuart, ha completato la fase di rieducazione, e a neppure 4 mesi dall'infortunio è tornato ad allenarsi col gruppo dei grandi.

Il nodo contratto

In estate Di Francesco doveva decidere se tenerlo in prima squadra o avallare la sua cessione, e ha optato con decisione per la prima opzione: senza l'infortunio lo avrebbe fatto già debuttare in serie A, magari facendo rifiatare Kolarov. Anche perché Emerson, terzo terzino sinistro in rosa, era fuori per lo stesso infortunio: il 18 novembre ha giocato 61' in Primavera, anche Pellegrini seguirà lo stesso protocollo, un tempo o poco più. Superato - o quasi - il problema dell'infortunio, resta quello del contratto: va in scadenza a giugno, ha richieste importanti. E un procuratore come Mino Raiola, con cui non è mai facile trattare.