le giovanili

Roma Under 15: Di Nunzio, Morucci e un titolo sfiorato

Eliminati in semifinale col Milan dopo aver dominato, e senza l’uomo più in forma. Bei difensori: dai centrali Zinni e Candido a Cama

I ragazzi dell'Under 15 dopo la vittoria contro l'Atalanta

I ragazzi dell'Under 15 dopo la vittoria contro l'Atalanta

05 Luglio 2022 - 09:31

Si è chiusa in semifinale la stagione della Roma Under 15, la prima in cui i nati nella classe 2007 avevano in palio uno scudetto. Non ci sono andati tanto lontani, Di Nunzio e compagni: la squadra era di ottimo livello, e lo ha dimostrato (confermando quanto di buono fatto in una regular season conclusa al primo posto, vincendo 5-0 il derby con la Lazio alla penultima) nelle ultime due gare della stagione, contro la squadra che ha poi vinto il titolo, il Milan, che nella finale di Tolentino, grazie a un gol del centravanti Camarda - unico 2008 in distinta per la finale, di gran lunga il miglior prospetto d'Italia - ha battuto la Fiorentina, altra squadra di cui si dicevano grandi cose, piena di nazionali italiani U15. Forse ha sofferto più in semifinale che in finale la squadra rossonera, nonostante il doppio 1-0 con cui ha eliminato i giallorossi: la gara di andata è stata decisa da un autogol, quella di ritorno ha visto i giallorossi protagonisti dall'inizio alla fine, ma senza trovare il gol che sarebbe valso i supplementari (quello dello 0-1 è arrivato al quarto di recupero, con la squadra tutta sbilanciata in avanti, a pochi secondi dal fischio finale). Il campionato Under 15 è il primo in cui si possono prendere i fuori regione, e per anni è stato il primo in cui c'era in palio uno scudetto (che da questa stagione c'è anche per l'U14, che però deve ancora prendere piede): le rose vengono stravolte, e non è facile avere subito risultati. La Roma un anno fa aveva inserito 8 pezzi nuovi, di cui 4 da società professionistiche (il portiere Stomeo dal Bari, il difensore Zinni dal Pescara, gli attaccanti De Caro e Recagno da Palermo e Sampdoria), uno dai dilettanti romani (Lulli, dalla Nuova Tor Tre Teste), e tre dalla Campania, regione da sempre setacciata dagli osservatori giallorossi (Panico e Tesauro dalla Real Casarea, Ferrara dal Capua), sfruttando anche la vicinanza, che permette a genitori e ragazzi di ritrovarsi più facilmente, rispetto a un trasferimento al Nord. Tre di loro sono titolari (Zinni, Tesauro e Panico), uno quasi (Stomeo), un paio hanno avuto poca fortuna: il gruppo dei 2007 della Roma era già competitivo, e non era così facile ritagliarsi un posto.

Portieri

Per anni il titolare è stato Civello, che in questa stagione si è ritrovato a fare il terzo (e a un certo punto è stato aggregato come terzo anche all'Under 16, con cui ha festeggiato lo scudetto). Ma la Roma fa quasi sempre ruotare i suoi portieri, per cui anche il terzo ha fatto 5 presenze: a fine regular season erano 10 quelle di De Marzi, e 4 quelle dell'ex Bari Stomeo. Poi, nell'andata degli ottavi, dopo pochi minuti, De Marzi si è fatto male, è entrato il pugliese, e non è più uscito: ottimi mezzi fisici, rendimento sempre elevato, al momento è lui il portiere di maggior prospettiva della classe 2007. Mai utilizzato Gioele Baldi, fratellino del prossimo numero 1 della Primavera, con cui condivide la statura ideale per il ruolo.

Difensori

Un reparto con vari prospetti interessanti: l'ex Pescara Zinni, bel fisico, ottima tecnica, bravo di testa e pericoloso anche in area avversaria, è il giocatore più utilizzato dell'intera rosa, 22 partite su 24, una sola sostituzione ricevuta, in pieno recupero. E dietro di lui, con sempre 22 partite da titolare, ma qualche cambio ricevuto in più, c'è Cama, terzino sinistro completo, grintoso, bravo in fase difensiva e ancora di più in quella di spinta, nazionale italiano Under 15 (come pure Zinni). Molto affidabile anche l'altro centrale difensivo, Candido, che in 16 partite ha segnato 4 gol (di cui 3 alla Lazio, uno all'andata e due al ritorno): nell'ultimo biennio aveva avuto vari problemi fisici, quest'anno è esploso. Problemi fisici che a inizio anno ha avuto anche Federico Terlizzi, che lo scorso anno era un promettente titolare della Roma Under 14 mentre papà Christian, difensore pure lui, cresciuto nella Lodigiani, in serie A con Palermo e Catania, allenava la Lazio Under 16. Fisico imponente, Terlizzi jr avrà sicuramente una nuova occasione nei prossimi anni, nonostante l'affidabilità dei due titolari della stagione appena conclusa. Il campano Tesauro a destra ha tolto il posto a Marchetti, completa il reparto il mancino Valenza, mentre Nardin, che aveva iniziato la stagione da difensore centrale di riserva, ruolo per cui gli mancavano un po' di centimetri, sta provando a diventare un centrocampista centrale.

Centrocampisti

Rizzo gioca a tre, alternando 4-3-1-2 (soprattutto) e 4-3-3, e il regista è Alessandro Di Nunzio, da sempre la stellina della classe 2007: classe, intelligenza e personalità, è il capitano della squadra, e il primo ad andare in nazionale. Lo gestisce l'agenzia di Totti, che ci punta parecchio. Se Di Nunzio è il numero 5, il 10 è Coletta, un piccolino molto tecnico, imprendibile quando parte in dribbling: gli è capitato di fare la mezzala, sia a sinistra che a destra, ma più spesso è l'anello di raccordo tra centrocampo e attacco. Sette gol in 24 partite, pure lui entrato nel giro azzurro. Quando Coletta gioca sulla trequarti, la mezzala sinistra è quasi sempre Panico, un centrocampista completo, che ha un bel fisico, corsa e tiro da fuori. A destra gerarchie meno definite: Arduini, che ha tecnica e visione di gioco, ha fatto più minuti di Lulli, che pure ha buoni piedi e una gran bella corsa, non ha risentito affatto del passaggio dai dilettanti a un club professionistico, e qualche volta ha giocato anche ala destra. Nel tridente ha giocato anche Malafronte, che paga un po' sul piano fisico, ma tecnicamente è molto bravo. Devono crescere fisicamente anche Scipioni e Troiani: il primo non ha mai giocato, il secondo vede bene il gioco, ma non è andato oltre la mezza dozzina di presenze perché al momento è impossibile togliere il posto a Di Nunzio, in cabina di regia.

Attaccanti

Per anni la stella dei 2007 era Belmonte, che giocava sotto età con i 2006 e faceva la differenza, un brevilineo con una gran forza fisica. Era un esterno d'attacco, nel 4-3-1-2 di quest'anno è diventato seconda punta, ma è rimasto il bomber, capocannoniere della squadra con 17 gol in 22 partite. Unica stonatura: non ha segnato nella fase finale, a parte un gol nel 5-0 alla Ternana, nell'andata degli ottavi, pur partendo titolare tra quarti e semifinale. Morucci invece, secondo marcatore della squadra con 12 centri in 17 gare, ha segnato 7 volte tra aprile e maggio, firmando tutti e 3 i gol che hanno permesso alla Roma di eliminare l'Atalanta, e saltando per infortunio la semifinale con il Milan. Seconda punta che può giocare anche al centro dell'attacco, strappato alla Lazio nel 2019, era l'uomo più in forma della squadra: con lui il campo forse il campionato sarebbe finito diversamente. A 7 gol, insieme a Coletta, c'è De Caro, arrivato in estate del Palermo, che ha la media più che rispettabile di un gol ogni 73' (in una categoria in cui le gare durano 70') a 6 Cinti, che per anni è stato il titolare di questo gruppo, e ora si è ritrovato parecchi concorrenti. Recagno, che avrebbe dovuto togliergli il posto, anche perché aveva già fatto la categoria sotto età, non si è ambientato, e a gennaio ha chiesto e ottenuto di tornare alla Sampdoria, Milillo e l'ex Capua Ferrara hanno giocato molto poco, come l'esterno Sugamele, che però deve ancora sviluppare fisicamente, ma ha velocità e tecnica. Merita di essere seguito, come pure Scacchi, che ha giocato mezzala, trequartista e falso nueve: difficile dire oggi quale sarà il suo ruolo, ma ha fisico e tecnica, per cui qualcosa di buono lo combinerà.

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