LE GIOVANILI

Under 16, gli outsider diventati campioni d’Italia

Nessuno puntava su di loro. Almaviva la rivelazione, Litti e Mannini le conferme. Che bravi i difensori, con Feola anche uomo assist

Marco Litti (a sinistra) e Mattia Almaviva festeggiano con coppa e medaglie lo scudetto vinto contro il Milan (Getty Images)

Marco Litti (a sinistra) e Mattia Almaviva festeggiano con coppa e medaglie lo scudetto vinto contro il Milan (Getty Images)

29 Giugno 2022 - 10:36

Lo ha detto il tecnico, Gianluca Falsini, subito dopo la vittoria dello scudetto: nessuno credeva in noi, non solo a settembre, ma neppure a marzo. E probabilmente neppure ai primi di giugno, a dirla tutta: al contrario di gruppi come quello dei 2004, i 2006 non erano considerati una generazione di fenomeni, tanto che Bruno Conti aveva rivoltato la rosa due anni fa, inserendo, appena è stato possibile tesserare i fuori regione, ben 9 acquisti, tutti da società professionistiche, due da Frosinone (De Luca e Pedro Campos) e Spezia (Plaia e Mannini), uno dal Bologna (Tumminelli), Spal (Occhi), Lecce (Litti) Perugia (Papa) e Napoli (Musella). Poche annate hanno ricevuto un restyling così radicale, c'è voluto parecchio tempo per capire che risultati avrebbe portato, visto che lo scorso campionato l'allora Under 15, allenata da Rubinacci, giocò due sole partite di campionato, prima dello stop dovuto al Covid. Del gruppo storico, quello allestito sotto la gestione Tarantino, si sono salvati in pochi: i difensori centrali, che sono bravi, i portieri, il centravanti, Nardozi, che Falsini ha reinventato da esterno offensivo, e Almaviva, che da fantasista è diventato falso nueve di manovra, con ottimi risultati. Gli altri sono abbonati alla panchina, in una squadra che ha fatto poche rotazioni, e spesso anche pochi cambi. Ma che ha dimostrato un grandissimo carattere, quando il gioco si è fatto duro: la scelta del tecnico di puntare su un blocco ben definito è stata una scelta vincente.

Portieri

A fine regular season Guerrieri aveva giocato 10 partite, e De Franceschi 8: alla Roma fa piacere che tutti i portieri in rosa abbiano la possibilità di mettersi in luce. Ma De Franceschi ha qualcosa in più, e ha giocato tutte le partite della seconda fase, mettendo la firma sulla finale con almeno 3-4 buoni interventi. Deve rivedere qualcosa sulle uscite, ma ha un bel fisico e buoni riflessi: arriverà senza problemi a giocarsi le sue carte facendo il titolare in Primavera. Come terzo aggregato il 2007 Civello, visto che non è stato ancora tesserato Renato Bellucci Marin, italo-brasiliano arrivato due anni fa dal San Paolo.

Difensori

Tanta scelta, peraltro in un ruolo in cui girano pochi talenti. Plaia ha un fisico eccezionale, su cui vale la pena lavorare per tirarne fuori un calciatore professionista: aveva iniziato la stagione con l'Under 17, poi è sceso con i coetanei, mettendo a frutto l'esperienza fatta sotto età. Quando lui era su la coppia centrale era quella storica, che gioca insieme dal 2015, Feola e Mirra, entrambi bravi anche con piedi: il secondo si è fatto male a una spalla nel ritorno dei quarti con la Lazio e ha chiuso in anticipo la stagione, il primo è passato terzino destro nel corso della finale, e ha messo in mezzo il pallone della vittoria. Obleac e Occhi hanno giocato meno per una serie di problemi fisici, ma hanno del potenziale che potrebbero tirar fuori tra U17 e U18. E poi c'è Ragone, che spesso gioca al centro della linea a tre, ma nasce centrocampista, e spesso sale in appoggio alla mediana: giocatore intelligente tatticamente, pulito negli interventi e nel calcio, sicuramente da seguire. Anche i due terzini si ritrovano spesso a centrocampo: il mancino Litti, che nasce esterno offensivo, crossa bene, batte le punizioni ed è arrivato a 7 gol quest'anno, è forse l'elemento di maggior prospettiva della rosa, a destra De Luca ha vinto il ballottaggio con Cioffredi, ed è diventato un inamovibile. A sinistra c'è Carpineti, che raramente parte titolare, ma subentra spesso, e in finale lo ha fatto con buona efficacia.

Centrocampisti

Due punti fermi: Tumminelli, che è anche capitano, ha un bel fisico, e attitudini da mediano, e Pedro Lopes Henrique De Campos, che ha un padre italo-brasiliano che giocava calcio a 5 dalle parte di Frosinone. E il figlio ha ereditato il tocco di palla: ottimo regista, anche se il fisico brevilineo finirà per penalizzarlo. Dietro di loro Della Rocca e Ceccarelli, due centrocampisti molto tecnici che però devono mettere chili per non pagare dazio nei contrasti: il primo, che spesso veniva utilizzato sulla trequarti, ha segnato 6 gol nella prima parte di stagione, più uno, pesantissimo, nella semifinale di andata con la Juventus. Issa Guglielmelli, nato in Congo ma cresciuto a Roma, è stato per anni il miglior centrocampista della squadra, ma ora è scivolato in panchina (anche se in finale Falsini lo ha messo in campo, per sfruttare la sua rapidità di passo), mentre Aliaj, arrivato in estate, ha giocato poco o nulla (come l'altro acquisto del 2021, il terzino destro Astemio).

Attaccanti

Storicamente il centravanti del gruppo dei 2006 era Nardozi, che però non si è alzato più di tanto. E quest'anno ha segnato meno di quanto ci si sarebbe aspettato da lui: dopo qualche mese Falsini gli ha cambiato ruolo, schierandolo prima sulla trequarti, in un curioso 5-2-2-1, poi, in finale, ha utilizzato il 4-1-4-1, chiedendogli di fare l'ala destra. E lui, che è un combattente, lo ha fatto molto bene, tornando in area al momento decisivo, per colpire di testa e segnare il gol scudetto. In area, a inizio gara, c'era Mattia Almaviva, il bambino a cui Totti cinque anni aveva dato la fascia di capitano il giorno dell'addio al calcio: al tempo era un trequartista, ora ha conservato la maglia numero 10 ma da qualche mese staziona al centro dell'attacco. In finale è stato il migliore: la Roma sta cercando un centravanti del 2006 (sei mesi fa aveva messo le mani sul talento polacco Mikolajewski, operazione congelata per alcuni problemi fisici del ragazzo), ma non sarà lui a perdere il posto. Posto che al momento ha perso per infortunio Domenico Musella: quando due anni fa decise di lasciare il Napoli lo voleva mezza Italia, tutte le big con l'Atalanta in prima fila, la Roma dovette faticare per averlo, arrivando a litigare con il club di De Laurentiis, che la prese molto male. Ma il ragazzo ha fatto vedere solo a sprazzi le sue doti: qualche bel gol, ma anche lunghe pause, le finali le ha saltate per un'infiammazione, ma è tutt'altro che certo che sarebbe stato titolare. Anche perché per la fase calda del campionato Falsini ha recuperato Mannini, il più riuscito dei 9 acquisti del 2020, tanto da fare a lungo il titolare anche in Under 17. Ha giocato ovunque, da quando è arrivato alla Roma, e con un rendimento sempre altissimo, Ciaralli lo schierava terzino destro di spinta, Falsini gli ha fatto fare la seconda punta in passato, e l'esterno sinistro in finale: ha sbagliato qualche gol di troppo, ma con la sua rapidità palla al piede è stato una spina nel fianco della difesa rossonera. Non ha inciso molto il trequartista Papa, ultimo in ordine cronologico dei 9 acquisti del 2020, Fravola e Reale hanno giocato molto poco, nonostante buoni mezzi fisici. Bauco, arrivato nel 2019 dal Frosinone, ha chiesto e ottenuto di tornare alla base a gennaio, come il centrocampista Schietroma: tecnicamente sono campioni d'Italia anche loro, ma non si sono goduti la festa.

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