Ha parlato di «periodo particolare» Alberto De Rossi dopo il 5-2 subito mercoledì a Firenze, nella semifinale in gara secca di Coppa Italia Primavera, ammettendo che la sua squadra ha fatto «la stessa gara di Bologna», e che «non ha una grande condizione: arriviamo sempre secondi sulla palla. Abbiamo avuto qualche caso di Covid, poi i nazionali e la sosta: i motivi sono diversi». Aggiungendo che «manca la brillantezza mentale, non quella fisica». Anche se l'andamento delle sue stagioni, che già da un po' segue lo stesso copione, farebbe supporre il contrario. E nessuno dei tanti giocatori che lui ha accompagnato verso il calcio professionistico ha mai parlato di allenamenti particolarmente estenuanti sul piano fisico: De Rossi ha sempre preferito dedicarsi a esercitazioni tattiche, partitelle a tema, e miglioramento tecnico (cosa del resto comune all'intero percorso, nel settore giovanile giallorosso). Solo che sta diventando una costante il calo delle sue squadre nella seconda metà di stagione: quest'anno ha raccolto 11 vittorie e tre pareggi (in trasferta contro Milan e Juventus, in casa contro l'Empoli campione d'Italia) tra agosto e gennaio, e tra febbraio e aprile ne ha già perse 5 (4 in campionato e una in Coppa Italia). Sabato la sconfitta 3-0 a Bologna, contro una squadra che lotta per non retrocedere, mercoledì il 5-2 di Firenze: 8 gol subiti in soli 5 giorni. Nelle ultime 11 partite ufficiali non c'è stato un clean sheet, pur avendo il miglior portiere del campionato, Mastrantonio (che pure con la Fiorentina non è esente da colpe, in particolare sul 5-2). Limitando il discorso al campionato, nelle prime 9 del girone di andata la Roma ha raccolto 23 punti, solamente 15 nelle prime 9 del ritorno (in Primavera il campionato è ancora simmetrico). E un calo di quasi un punto a partita non può essere spiegato solo con l'addio alla categoria di Felix (che peraltro di quelle prime 9 ne aveva giocate solo 5, segnando 6 gol).

Gli anni precedenti

Lo scorso anno i punti all'andata furono 31 (media 1,9375), al ritorno 24 (1,5). E ancora più emblematico è il confronto tra prima e dopo la sosta imposta dal Covid: 6 partite e 6 vittorie tra metà settembre e il primo novembre, il campionato riprese a gennaio con 3 sconfitte nelle prime 4 gare (tra cui quella che costò l'eliminazione in Coppa Italia, contro il Verona, che giocava in Primavera 2, gara secca al Tre Fontane). Media punti post-Covid 1,54: la Roma che quando si fermò il campionato era prima da sola fu rimontata e costretta a fare i playoff, contro l'Atalanta, che era arrivata dietro: bastava il pareggio per andare in semifinale, la Roma perse 2-1, non riuscendo a difendere il bel gol di Zalewski. L'anno prima il campionato si fermò e non riprese: nelle 6 partite del girone di ritorno la Roma fece 6 punti (1 vittoria, 3 pareggi e 2 sconfitte), contro le stesse avversarie all'andata erano stati esattamente il doppio. Nella stagione 2018-19 la Roma fece 29 punti nel girone di andata, nonostante il piacevole supplemento di fatica dovuto all'ultima partecipazione alla Youth League, solamente 26 nel ritorno, intervallato da due sole gare di coppa.

Un calendario amico

La squadra di De Rossi quest'anno ha 6 punti di vantaggio sulla seconda e 7 sulla terza, con 8 partite ancora da giocare: mancano tre scontri diretti (domenica alle 11 con la Juventus, il 30 aprile con il Cagliari e il 14 maggio, ultima di campionato, con la Fiorentina) ma sono tutti in casa. Contando margine, calendario e valore della rosa, l'ipotesi di mancare i primi due posti, che valgono l'accesso diretto alle semifinali, non viene neanche presa in considerazione. Ma al calo di queste settimane, fisico o mentale che sia, bisognerà comunque porre rimedio, per non arrivare alla semifinale del campionato nelle condizioni di due giorni fa: fermarsi a un passo dal traguardo non fa piacere a nessuno.