La stella di Zaniolo ha cominciato a brillare con l'Europeo Under 19 della scorsa estate: lo giocò da protagonista, convincendo Roberto Mancini a convocarlo alla prima occasione in maglia azzurra, a prescindere dal minutaggio che avrebbe accumulato in giallorosso (zero, quando lo portò per la prima volta a Coverciano, ai primi di settembre), e quella chiamata finì di convincere Di Francesco che quel ragazzo meritava una chance dal primo minuto. Ora che, dopo la doppietta da record negli ottavi di Champions League – mai un italiano ci era riuscito, alla sua età – sembra difficile immaginare che nella prossima gara ufficiale della nazionale maggiore Zaniolo possa rimanere fuori dall'undici titolare. E Alessio Riccardi, che per gol e impatto nel campionato Primavera può essere paragonato allo Zaniolo dello scorso anno con l'Inter, quello non ancora esploso ma con tutto il potenziale per farlo, si prepara a giocare lo stesso campionato Europeo Under 19. Che però l'Italia deve ancora conquistare, passando il secondo girone di qualificazione, il turno Elite, quello che – a differenza del primo, che ne qualifica due – promuove solo la prima. La Federcalcio ha ottenuto di organizzarlo – si giocherà in provincia di Padova, dal 19 al 26 marzo, contro Belgio, Ucraina e Serbia - e per far arrivare allenati i giovani azzurri ha organizzato una serie di amichevoli di alto livello: un mese fa a Caserta il test con la Spagna, vinto 3-0, ieri a Siena quello con la Francia, battuta 2-1. In entrambi i casi c'era Riccardi titolare, giocando sotto età: in under 19 giocano i nati dal primo gennaio 2000, lui dopo aver trascinato, con la maglia numero 10 sulle spalle e la fascia di capitano, i 2001 alla finale dell'Europeo Under 17 si è guadagnato un posto con i più grandi.

Vantaggio su rigore

Ieri Federico Guidi lo ha schierato all'ala destra, preferendolo - perché considerato più altruista, più portato al gioco di squadra, al capocanniere del campionato Primavera, il torinista Millico (23 gol, contro i 20 di Celar: Adorante e Piccoli, gli altri due in doppia cifra, sono a 11). Per il romanista 76' di gioco, un bel tocco di prima per lanciare Bellanova, un paio di cross, e un tiro di controbalzo finito sul fondo, inizio ripresa. Per il resto ha lasciato la ribalta (e un calcio di punizione che avrebbe voluto tirare, da ottima posizione) al regista Salvatore Esposito, tifoso romanista nato in Campania, scaricato per motivi misteriosi dall'Inter, 4 presenze e un gol col Ravenna, che lo ha preso a gennaio: suo il rigore (procurato da Petrelli, fallo di Haag) che ha sbloccato il risultato. Nella Francia, se non si fosse infortunato più volte, prima a livello muscolare, la settimana scorsa al collaterale, giocherebbe un altro romanista, William Bianda: al suo posto in difesa c'è un gigante nero con piedi tutt'altro che malvagi, Oumar Soulet del Lione,uno che sembra destinato a fare strada. Il terzo romanista, Salvatore Pezzella, c'è ma non si vede: è alla prima convocazione nella categoria (anche se aveva vestito l'azzurro già in Under 17, e sul finire della scorsa stagione era stato chiamato in Under 18), Guidi lo terrà in panchina. Stesso destino capitato un mese fa a De Angelis, pure lui alla prima chiamata, pure lui cresciuto nei 2000 della Roma, anche se Coppitelli, che lo aveva avuto nei Giovanissimi giallorossi, se lo è portato a Torino, facendone un apprezzato titolare di una delle prime 4 del campionato. Lui, Pezzella, e Sdaigui, che sta recuperando il tempo perduto per la rottura del crociato in estate, ma ha vestito l'azzurro in passato, si giocheranno un posto in panchina. Problema che non ha Davide Bettella, che l'Inter, proprio come Zaniolo, ha sacrificato per fare plusvalenza, mandando all'Atalanta (che a gennaio lo ha prestato al Pescara): è il capitano dell'Italia, ma al 29' commette un errore non da lui, permettendo ad Abi di mettere in mezzo un pallone che Mouaddib, vivace seconda punta del Lille, all'esordio con le nazionali francesi, trasforma nell'1-1. Al 42' Bellanova (che il Milan ha già ceduto al Bordeaux per la prossima stagione) colpisce la traversa di testa su angolo di Esposito, un minuto dopo Gavioli inventa il filtrante per l'ex Genoa Salcedo che infila il 2-1 battendo il portiere in uscita. E il secondo tempo offre poco.

Parola di Evaristo

Soddisfatto a fine gara il capo delegazione, un pezzo di storia del calcio italiano e dell'Inter come Evaristo Beccalossi. Uno che ha visto esplodere Zaniolo allo scorso europeo, ma fedele al suo ruolo super partes non vuole sbilanciarsi più di tanto. «Quando vedo un ragazzo che è forte e va avanti sono soddisfatto. Difficile fare paragoni con i miei tempi: nel calcio di oggi devi essere bravo sia tecnicamente che fisicamente. Sono contento di come stanno andando le cose per il calcio italiano: ci sono giovani molto interessanti, e al vertice c'è uno come Roberto Mancini, che ci aiuta a farli crescere. Lui è uno che sa di calcio, e si vede: con lui, e tante persone che fanno un lavoro straordinario qui in Federcalcio, il calcio italiano può ripartire». Anche grazie alla Roma, che martedì in Champions League ha schierato sette italiani su undici. «È stato bello, finalmente. Dispiace per Di Francesco, non si meritava di prendere gol in quel modo. Il 2-0 sarebbe stato è un bellissimo risultato, ma anche così ce la può fare. E quel centrocampo che ha schierato può fare molto comodo anche alla nostra Nazionale»