Alberto De Rossi ha parlato ai microfoni di RomaTV dopo la bella vittoria sul campo del Viktoria Plzen e la qualificazione ai playoff di Youth League. Queste le sue parole:

Complimenti a te, e alla squadra. Vittoria meritata.
"Complimenti a tutti, allo staff medico per primo, hanno rimesso in piedi un paio di giocatori. A tutto lo staff anche, che è sempre stato dietro a questa squadra. Sottolineo l'attaccamento di tutta la panchina. Anche non giocando, hanno dato sostegno a chi è entrato in campo. Credo la sintesia sia questa: vittoria meritatissima, sofferta ma voluta da tutti". 

Una partita combattuta, si è lottato fino alla fine. La Roma è stata più forte di tutto.
"Dentro la partita c'è stato di tutto. Quando la squadra si esprime così, concentrata su quello che deve fare, si torna alle 6 vittorie consecutive. A volte ci crogioliamo nelle nostre doti tecniche e lasciamo da parte la concretezza, fondamentale per giocare a calcio".

Cosa ti è piaciuto di più oggi? Dietro abbiamo sofferto per un frangente, ma siamo stati bravi in attacco.
"Ieri si parlava di portieri, di difensori. Tutti devono difendere, prima della partita ho detto a Bucri che era il primo difensore. Serve un cambio di mentalità, la Roma non può prendere tutti questi gol. Di gol ne abbiamo sempre fatti tanti e presi, siamo spregiudicati. Non andiamo per il sottile, cerchiamo sempre di continuare a formare i nostri ragazzi. Non facciamo mai tutti indietro e palla lunga, perché lì la partita non è più conseguenza della settimana, ma è un momento che resta lì. Dobbiamo però stare dentro la gara, dentro la manifestazione. Oggi era importante vincere, ce la teniamo stretta".

Bisogna ripartire anche in campionato.
"Ce la teniamo stretta. Sembrava sfuggita. Da gennaio in poi la squadra deve cambiare, ne abbiamo parlato a lungo ieri sera, deve prendere una fisionomia da squadra. Deve abbandonare il settore giovanile e assumere una fisionomia da squadra. Diversi di questi a giugno non gli permetteranno di prendere gol come quelli presi. Più dentro la professione, perché questa diventerà per loro, spero, una professione".