Sette under 21 utilizzati nelle prime 12 giornate, ma Di Francesco, senza bisogno di forzare la mano, potrebbe facilmente arrivare in doppia cifra: la Primavera, prima in classifica (con l'Atalanta) ha più di un ragazzo che merita di esordire in questo campionato. Anche perché il primo nome della lista stava per farcela già in quello scorso: era l'11 febbraio, giorno di un Roma-Benevento che tranquillo doveva essere, e tranquillo si era rivelato, nonostante le squalifiche di Nainggolan e Lorenzo Pellegrini, le assenze di Gonalons e dei lungodegenti Karsdorp, Pellegrini Luca e Jonathan Silva, e l'esclusione disciplinare di Bruno Peres, schianto in macchina a un'ora in cui gli atleti dovrebbero tamponare solo il cuscino. Daniele De Rossi in condizioni normali avrebbe allungato la lista degli indisponibili, vista l'emergenza era stato dirottato in panchina, tanto per far stare tranquilli i tre che di solito hanno a che fare con suo padre Alberto, il regista Marcucci, il terzino destro Bouah e la mezzala Riccardi. Che, sul 3-1, fu mandato a fare riscaldamento, e già pregustava l'esordio dei predestinati, in serie A a 16 anni.

Glielò negò un altro ragazzo passato per Trigoria, Enrico Brignola, segnando il 2-4 un minuto dopo il 4-1 di Ünder: Di Francesco, vedendo che il Benevento non voleva arrendersi, preferì mettere un De Rossi a mezzo servizio, piuttosto che un ragazzino, per quanto dotato di un talento fuori discussione. E quando Defrel, segnando l'unico gol della sua carriera in giallorosso (e l'ultimo rigore concesso alla Roma), firmò il 5-2, erano finiti sia i minuti di recupero che i cambi. Nessuno dei tre ragazzi convocati quel giorno è più tornato in panchina, tutti e tre sono ancora in Primavera, e aspettano buone notizie.

Che potrebbero arrivare presto per Bouah, autore di una stagione oltre ogni aspettativa: domenica a Genova ha segnato un gran bel gol con il sinistro, che non è neanche il suo piede, ed era il sesto stagionale, in 12 partite, tra campionato e Youth League. Secondo marcatore della squadra: risultato eccezionale, per uno che gioca terzino destro. Meglio di lui ha fatto solamente Zan Celar, che dopo una stagione da oggetto misterioso e strapagato (un milione di euro, al Maribor, nel 2017) ha cominciato a segnare a raffica: un gol all'esordio, due giornate di squalifica, al ritorno due doppiette, due triplette (ad Atalanta e Inter, mica in parrocchia...) e di nuovo doppietta domenica. Tredici gol in 6 partite: lo scorso anno ne fece 12 in un campionato intero. Non è utilizzabile in Youth League, così la Roma lo ha inserito nella lista Uefa dei grandi: da un paio di settimane gli è anche stata assegnata la maglia numero 60, secondo giocatore di movimento della Primavera ad averla, dopo l'attaccante esterno Cangiano, che Difra ha portato in panchina contro la Spal. Un altro che spera nella convocazione è Salvatore Pezzella, che aveva avuto il suo quarto di minuto di notorietà quando c'era ancora Nainggolan, che pubblicò su Instagram una sua foto spacciandolo per sosia di Pjanic. Quest'anno il giovane centrocampista sta facendosi notare per il rendimento in campo: salta l'uomo e vede corridoi per filtranti che mettono i compagni davanti al portiere, batte punizioni telecomandate sulla testa del saltatore di turno, sono pochi i gol che non passano dai suoi piedi. Andrà a finire che esordirà prima lui di Bianda, classe '2000 come lui, ma pagato a peso d'oro, sei milioni di euro. Ma anche Celar un anno fa, di questi tempi, sembrava un acquisto sbagliato.