Non mancano i giovani, nella Roma che ha detto a Pedro, Fazio, Pastore e Santon di starsene a casa (tanto per limitare il discorso a quelli che facevano parte della rosa di Paulo Fonseca): ben 11 dei 27 convocati da José Mourinho fino al mese scorso avrebbero potuto giocare (alcuni come fuoriquota) le finali del campionato Primavera. Lo hanno fatto solamente in 7, perché dell'undici in questione – che non basta a formare una squadra, perché ci sono due portieri, un solo centrale difensivo e nessuna punta centrale – fanno parte anche Calafiori e Reynolds, che lo scorso anno sono stati solamente coi grandi. Loro sono ormai volti noti, come Darboe, promosso nell'ultima parte di stagione: vediamo chi sono gli altri.

Pietro Boer

Lo scorso anno lo aveva iniziato da terzo portiere della prima squadra, lo ha chiuso da secondo della Primavera. Che prima, per sostituirlo quando sarebbe andato con Fonseca, aveva preso un portiere ungherese classe 2002 (Megyeri, diventato di colpo inutile quando è stato ingaggiato Farelli: ha chiuso con zero presenze), poi ha promosso il classe 2004 Mastrantonio. Che è bravissimo, e sicuramente la prossima estate sarà in ritiro coi grandi, ma ha un po' fermato la crescita di Boer, che la Roma aveva pagato quasi mezzo milione di euro al Venezia nell'agosto del 2018, convinta dai suoi eccellenti mezzi fisici, e da tante parate fatte in un'amichevole di fine ritiro. Ha già esordito in prima squadra, giocando l'ultima partita del girone di Europa League a Sofia, ma in Primavera ha fatto sole 16 partite su 31, lasciandone 14 al collega, di due anni più giovane (e una a Fuzato da fuoriquota). Finito il ritiro dovrebbe andare in prestito in C.

Matteo Cardinali

Un nuovo acquisto è uno che l'anno prima giocava da qualche altra parte, anche se in prestito: al momento Matteo Cardinali è l'unico nuovo acquisto della Roma 2021-21. Portiere, classe 2001, cresciuto a Trigoria, campione d'Italia con l'Under 17, è stato mandato a farsi le ossa in serie C, al neopromosso Matelica. E dopo 30 presenze è stato richiamato alla base: alto e slanciato potrebbe rimanere a fare il terzo.

Amir Feratovic

Arrivato un anno fa dall'Nk Bravo per rinforzare la Primavera: a inizio stagione, prima dell'esplosione di Morichelli (che ha chiuso in anticipo per una frattura alla clavicola), lo sloveno era il migliore dei difensori, un terzo centrale di sinistra con buoni mezzi fisici, cattivo in marcatura, e una tecnica più che discreta, che gli permetteva di adattarsi come terzino, provando anche il cross. Un infortunio gli ha fatto saltare la fase calda della stagione, 8 gare tra maggio e giugno, si è rivisto solo nei minuti finale con l'Atalanta. È andato 4 volte in panchina in Serie A, senza mai entrare, non aveva i requisiti per finire in lista B, ed essere convocato per l'Europa League, e non li avrebbe neppure per la Conference di quest'anno. Classe 2002, se rimanesse potrebbe giocare in Primavera come fuoriquota, ma la società preferirebbe darlo in prestito, e vedere come se la cava nel calcio dei grandi.

Edoardo Bove

Classe 2002 come Feratovic, pure lui potrebbe teoricamente fare il fuoriquota, ma il suo ciclo in Primavera sembra ormai concluso: ci era arrivato sul finire della stagione 2018-19, nonostante i tanti infortuni di un 2020 maledetto ha già raccolto 40 presenze, con 6 gol. Mezzala che corre tanto e conosce molto bene i tempi di inserimento in area avversaria, nelle ultime apparizioni stava imparando (con profitto) il ruolo di mediano davanti alla difesa: Fonseca, dopo averlo portato varie volte in panchina in Europa League, gli ha regalato il debutto in A, contro il Crotone.

Filippo Tripi

Uno dei pochi che ha giocato più del coetaneo Bove, con cui condivide l'esordio, un Empoli-Roma 2-2 del 26 aprile 2019. Quella fu la prima delle sue 49 partite nel campionato Primavera: quest'anno era il re degli intoccabili, 31 partite su 31, come Milanese (escluso dal ritiro: andrà via) ma con un minutaggio maggiore, contando che le ha giocate tutte da titolare, e con una sola sostituzione ricevuta, a ottobre, sul 4-0. Era capitano e punto di riferimento centrale, in varie partite l'unico centrocampista con attitudini di copertura, ma spesso arretrava in difesa, sia a partita in corso che dall'inizio. Due presenze in Europa League: sembrava destinato ad andare in prestito, alla fine si è deciso di farlo allenare con Mourinho, almeno fino a gennaio, facendogli fare qualche partita in Primavera da fuoriquota.

Tripi si allena al Fulvio Bernardini (As Roma via Getty Images)

Nicola Zalewski

Come il coetaneo Tripi è arrivato alla Roma a 9 anni, nel 2011, come lui ha superato le 40 presenze nel campionato Primavera, (42, con 14 gol), come lui ne farà qualcun'altra, visto che rimarrà a Roma: si allenerà con Mourinho, e il sabato potrà fare il fuoriquota. Lo scorso anno era il numero 10 e il capocannoniere, specialista dei calci piazzati diretti e indiretti, e ha fatto un po' tutti i ruoli, dal trequartista all'ala sinistra, fino al centrocampista puro, chiamato a rincorrere l'uomo oltre che a creare gioco: quando non c'era, si sentiva la differenza. Al debutto in prima squadra ha segnato il gol della vittoria col Manchester United (anche se l'Uefa ha dato autogol), in quello in serie A ha piazzato subito un assist vincente per Borja Mayoral.

Riccardo Ciervo

Classe 2002 pure lui, ma difficilmente rimarrà a Trigoria: potrebbe andare in prestito (a gennaio la Sampdoria lo voleva acquistare a titolo definitivo, la Roma ha detto no), dopo il ritiro con Mou. Lo scorso anno, con Fonseca, fece un'ottima impressione durante il precampionato, è andato in panchina sia in Europa League che in campionato, sfiorando più volte l'esordio. Esterno d'attacco tecnico e velocissimo, non ha ancora tirato fuori tutto il suo potenziale.

Ruben Providence

Con Cardinali è l'unico classe 2001 del gruppo (quindi non potrà più giocare in Primavera, e quasi certamente andrà via): attaccante esterno sinistro, arrivato due anni fa dal Paris Saint-Germain, non ha impressionato nella prima stagione con la maglia della Primavera, mentre ha fatto vedere ottime cose nella seconda. Che però si è interrotta presto: una frattura alla caviglia, ad aprile, gli ha fatto saltare le ultime 13 gare, e pure un probabile esordio, dopo 9 panchine in A.