Quattro anni fa la Roma ebbe la possibilità di scrivere il nome nella prima riga di un albo d'oro, in Under 16, e perse 5-2 in finale con il Milan, ieri stessa possibilità, nel primo campionato Under 18 portato a termine, e nuova sconfitta, 2-1 contro un Genoa su cui nessuno avrebbe puntato mezzo euro. Aveva perso 5-0 entrambi i confronti diretti la squadra di Ruotolo, chiudendo il girone al quarto posto per la classifica avulsa migliore rispetto al Torino, a -9 rispetto alla Roma, divario accumulato in sole 20 giornate. Ha vinto contro ogni pronostico la semifinale con l'Inter, e ha fatto lo stesso ieri al Manuzzi di Cesena in finale, contro una Roma che è scesa in campo convinta di avere già il titolo in tasca.

Gli stessi 22

Parisi conferma tutti i titolari rispetto alla semifinale stravinta (6-0) con l'Atalanta, l'unico cambio è in panchina: Meloni, che era squalificato, al posto di Bianchino. Mentre Ruotolo non cambia nulla rispetto alla semifinale vinta contro l'Inter: stesso modulo (3-4-1-2), stesso undici, stesse riserve. Il primo tiro, all'8', è di Felix, un destro non di molto a lato, nel giro di un minuto arrivano la sponda di Cassano per Pagano, che impegna Corci, e il rigore per la Roma, per merito di Rocchetti, che aggira l'uscita bassa del portiere, che lo aggancia. Ma si fa perdonare subito, respingendo la conclusione dal dischetto di Felix, sin troppo desideroso di lasciare il segno sulla gara.

Al quarto d'ora Sahli va al cross dal fondo, Tahirovic anticipa Giacchino senza neppure buttare il pallone, ma provando a lanciare Felix: è la prima volta che il Genoa si affaccia dalle parti di Milan. Un minuto dopo un tiro da fuori di Zenelaj viene deviato in angolo, sulla battuta dalla bandierina il centravanti Sahli anticipa Milan, ma la palla non inquadra lo specchio, Vassallo la rimette in mezzo, la difesa allontana. Ancora Vassallo al cross al 19', Fossati è solo a centro area, colpisce di testa e manda a lato. Il Genoa continua a premere per qualche minuto, poi la Roma si riporta avanti, trascinata dal talento di Volpato, che dalla trequarti serve un paio di palloni interessanti a Pagano, meno freddo del solito in zona gol. Un cross dal fondo di Ludovici scorre davanti alla porta senza deviazioni, il suo diretto avversario, Boci, va al tiro col sinistro poco dopo, blocca Milan. Al 40' Tahirovic lancia Volpato che gira per Rocchetti, cross pericoloso, mischia, ma la palla sbatte sulla mano di Cassano, e l'arbitro ferma. Poi ci prova Pagano, con un bel destro da fuori, bravo Corci. La ripresa si apre senza cambi, e con un bel filtrante di Pagano per Felix, chiuso con un po' di mestiere da Bolcano. Poi Cassano serve Volpato, che da buona posizione calcia alto, il fantasista prova a farsi perdonare pochi secondi dopo, saltando tre avversari in area: palla per Felix che gira fuori area per Pagano, destro bloccato. Di Bartolo si fa male a una spalla, al suo posto lo spagnolo Oliveras: il primo pallone, col piede non suo, è un pericoloso cross che sfila davanti alla porta, il secondo pesca libero Volpato, che va al tiro, deviato in angolo. Pagano lo calcia direttamente in porta, Bolcano salva sulla linea. Nel momento migliore della Roma il Genoa sblocca, con un colpo di testa di Fossati, molto simile a quello in semifinale all'Inter. E la Roma prova a reagisrre: Ludovici recupera e va al cross, Bolcano sul secondo palo spazza.

Botta e risposta

Al 29' Pagano scatta in area, verso la linea di fondo, e il portiere commette il secondo fallo rigore, molto simile al primo: stavolta non riesce a farsi perdonare, Pagano lo spiazza e firma l'1-1. Che dura appena 2': Vassallo, autore già dell'assist dell'1-0, piazza il destro sul cross di Boci e firma il gol scudetto. La Roma si butta in avanti, con Parisi che dopo aver avanzato Pagano seconda punta inserisce anche Modugno, una punizione di Tahirovic viene colpita di testa da Felix e deviata in angolo da Corci, una palla crossata da Volpato viene calciata da Pagano e respinta da Bolcano. L'arbitro concede 7' di recupero, Felix calcia alto al 94', il Genoa festeggia uno scudetto che non avrebbe mai neppure osato sognare un mesetto fa.