Erano i meno considerati i classe 2003 della Roma, questa sera potrebbero essere campioni d'Italia: alle 19 al Dino Manuzzi di Cesena (diretta su Roma Tv e Sky) affronteranno il Genoa, in una finale scudetto decisamente inattesa. Perché, per numero di nazionali giovanili in rosa, e investimenti sui ragazzi stranieri (tra cui il centravanti estone Jurgens, portato in Italia dal Verona, preso in prestito dalla Roma nel gennaio del 2020, e non riscattato nonostante le buone prestazioni nelle poche gare giocate prima della sospensione anticipata del campionato) l'Inter sembrava destinata a portarsi a casa il titolo: aveva chiuso al primo posto il girone, con 5 punti di vantaggio sulla Roma, seconda, e ben 14 sul Genoa, che ha chiuso a quota 27, come l'Atalanta e il Torino (eliminato per la classifica avulsa).

Solo che poi la squadra rossoblù, allenata dall'ex bandiera del club Gennaro Ruotolo, ha battuto 2-1 quella nerazzurra di Cristian Chivu (considerato in rampa di lancio per prendere il posto di Madonna sulla panchina della Primavera nella prossima stagione, anche se con lo scudetto U18 sarebbe stato tutto più facile), sovvertendo ogni pronostico. Ora la grande favorita è la Roma, che il Genoa in regular season lo ha battuto 5-0 sia all'andata che al ritorno. E che ha impressionato nella semifinale di venerdì, umiliando l'Atalanta con un netto e meritato 6-0 (con tanto di palo interno colpito dal romeno Gante nel finale, che poteva allargare ulteriormente il divario). Certo, la squadra nerazzurra aveva i suoi migliori 2003 in Primavera per le finali scudetto (sarebbero scesi se la Roma non avesse perso con loro martedì scorso), mentre i giallorossi li avevano recuperati, ma la dimostrazione di forza resta.

L'uomo in più

Una forza dovuta anche all'impatto decisivo nella categoria del centravanti ghanese Felix Afena-Gyan, classe 2003, arrivato a gennaio, utilizzabile da marzo per le lungaggini del transfer internazionale, e conteso per qualche settimana da Primavera e Under 18. La prima, ovviamente, ha la priorità, e così dal primo aprile non ha più giocato con i 2003, con cui aveva raccolto 5 presenze (tutte da titolare) e tre reti. Dopo 15 apparizioni in Primavera (8 da titolare, con 4 gol) venerdì è tornato con i coetanei, e ha subito lasciato il segno, con due gol, il primo e il quarto. Il secondo lo aveva segnato il pugliese Claudio Cassano, miglior marcatore (e unico in doppia cifra) della rosa, con 12 centri in 20 partite, da sommare ai 7 spezzoni in Primavera. Il tris lo ha firmato Cristian Volpato, il fantasista italo-australiano, che stupì tutti con le sue qualità tecniche quando arrivò a Trigoria in prova, due anni fa: l'iter per il tesseramento - iniziato col mercato di gennaio 2020 - gli fece perdere parecchi mesi, riuscì a giocare solamente due partite con l'Under 17, poi il campionato si fermò per il Covid. Ma quest'anno il ragazzo - preso in procura da Francesco Totti - sta confermando di avere una classe superiore: è lui il miglior talento di una rosa completamente rivoltata negli ultimi anni. Il gruppo dei 2003 è stato il primo dopo il cambio al vertice del settore giovanile: fino ai 2002 (l'attuale Primavera più Calafiori) se ne era occupato Bruno Conti, l'annata successiva fu allestita da Tarantino, pescando più che altro nella scuola calcio dell'Acqua Acetosa.

Gruppo rivoluzionato

Del primissimo nucleo, allestito nel 2012, è rimasto il solo Modugno (due gol con l'Atalanta, da subentrato), un anno dopo sono arrivati Rocchetti e Di Bartolo, nel 2014 Dicorato, un anno dopo tre giocatori della rosa attuale, tra cui il difensore centrale Evangelisti, l'attuale capitano, già lanciato in Primavera. Il centravanti Rosa rimase un solo anno: era subito diventato un punto di forza della rosa, non firmò il vincolo e andò all'Atalanta. Hanno cambiato tre allenatori in tre anni i 2003: due volte, in Under 15 e Under 16, sono usciti nei quarti, contro Atalanta ed Empoli (ovvero le finaliste dell'attuale campionato Primavera), in Under 17, con Piccareta, avevano iniziato benissimo, con 16 vittorie in 19 partite, ma il Covid ha fermato tutto prima delle finali. Ma nel dubbio, in estate, la Roma ha pesantemente rimesso mano alla rosa: sono arrivati 9 giocatori, anche da squadre importanti - Giorcelli in prestito con riscatto dalla Juve, Oliveras definitivo dal Barcellona, Louakima dal Psg - più due a gennaio, quando, oltre a Felix, è stato ingaggiato il regista svedese Tahirovic, che dopo qualche settimana ha ormai ingranato, diventando uno dei punti fermi della squadra. In panchina è tornato Aniello Parisi, che li aveva già avuti in Under 16: il secondo giro potrebbe essere quello buono.