Le pagelle di Roma-Slovan Bratislava 4-0: Dony per tutti e per sé
Malen concede giochi di prestigio, ispira secondo e terzo gol, firma il quarto. Difensori tosti dietro e proficui davanti. Pellegrini crea e lotta, poi si fa male. Soulé incide subito
(GETTY IMAGES)
Con la testa giusta. La Roma aggredisce partita e avversario, ne fa un solo boccone e con due gol per tempo porta a casa un poker che la rimette in corsa anche in Europa. Bene così, avanti così.
S.V. GOLLINI. Scopre l’importanza dei guanti soltanto quando la pioggia disturba la sua serata da spettatore in posizione privilegiata. Riposato.
7 GHILARDI. Quando si sgancia mostra di avere gamba (e piede) per dare il suo contributo. È di testa però che graffia, con l’assist per Hermoso. Il contributo di rilievo non lo sazia: lotta da leone e troverebbe anche un gran gol senza l’offside di Castro.
7 BALERDI. Gasp gli affida le chiavi della difesa, eppure può risultare decisivo davanti ma spara alto. Nelle zone che più gli sono consone non si lascia intimidire dagli uno contro uno in campo aperto, anzi: si disimpegna perfino di tacco. Puntuale, tosto e raffinato.
7 HERMOSO. In questa fase la difesa è il reparto con maggiore varietà di scelta e stavolta tocca agli altri rifiatare. Mario incassa, ringrazia e ricambia: sua la zuccata che vale l’1-0 e lo conferma bomber del reparto. Trascinatore.
7 MOLINA. All’inizio offre la consueta miscela di iniziative lodevoli e imprecisioni. Porterebbe a casa il colpaccio di volée, se non colpisse sporco. Ma la gioia è posticipata appena di pochi attimi e il tap-in gli regala la prima firma in giallorosso. Da lì cresce fino a sfiorare l’eurogol.
6,5 DE ROON. La gara non richiede sforzi sovrumani, ma è pur sempre la quarta consecutiva da titolare in dieci giorni. E gioca come nulla fosse. Riaffermando la legge di Marten, ovvero l’arte di essere essenziale restando nell’ombra.
7,5 PISILLI. Nella gara di tiro al bersaglio iniziale prova a diventare protagonista con due tentativi, ma sfiora soltanto l’obiettivo. Si mette a dettare i tempi da veterano della regia, ma gli resta il tarlo del gol, che alla fine trova e con la fascia al braccio. Cento di queste gioie.
7 WESLEY. La catena di sinistra con Pelle è collaudata e si vede: l’avvio tambureggiante deve proprio a quel versante le maggiori occasioni. Finché resta in campo è una spina nel fianco dello Slovan e al rientro dagli spogliatoi per tre volte cerca il fallo in area: buona la terza e a quel punto può anche riposare.
6 MORA. Si accende solo a sprazzi: può fare grandi cose, ma non è questo il giorno. Nonostante resti in campo per la prima volta tutti i 90’.
7,5 PELLEGRINI. In palla fin dal principio, illumina spazi, crea, tocca di fino e genera il vantaggio con una delle sue pennellate da fermo. E tanto per smentire i luoghi comuni sulla presunta mancanza di attributi, va anche a chiudere come fosse un terzino qualsiasi. Deve arrendersi a un problema muscolare a inizio ripresa. Peccato.
7,5 MALEN. Per mezz’ora dedica giochi di prestigio ai compagni, più che cercare la gloria personale. Quando decide di mettersi in proprio le sue sgasate terrorizzano gli slovacchi e da una di queste nasce il 2-0. L’assist vero e proprio lo serve a inizio ripresa. Manca solo lui e sembra un paradosso, cui rimedia dal dischetto prima di uscire.
7 SOULÉ. Rileva Pelle e si piazza nella stessa posizione, trasformando le teorie gasperiniane in fatti più che proficui: col suo pressing conquista palla e dà il via all’azione del momentaneo tris romanista.
6 CASTRO. “Pecca” di altruismo quando serve un compagno anziché tirare a porta spalancata. Ma sul 4-0 si può perdonare.
6,5 RENSCH. Entra che sembra volersi mangiare il campo e un paio di volte sfiora anche la porta slovacca.
S.V. KOULIERAKIS. Un quarto d’ora, a giochi ormai chiusi.
S.V. MANCINI. Una manciata di minuti per ritrovare il ritmo verso Napoli.
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