Pagelle

Le pagelle di Como-Roma 0-0: Mancio & Co d'acciaio

La difesa di Gasp concede al Como soltanto le briciole, anche in inferiorità numerica. Gollini in versione-Svilar regala sicurezza. E in 10 sale in cattedra Dybala, che si carica il gruppo

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Fabrizio Pastore
12 Ottobre 2026 - 06:30

Coriacea. Sul campo della squadra più adulata d’Italia, la Roma si riscopre una volta di più combattiva, determinata, solida. Per muscoli e testa, pur senza tre colonne, due dall’inizio e una in corso. Il pareggio col senno di poi è d’oro, ma ad armi pari è la squadra di Gasp ad aver punto di più.

IL MIGLIORE - 7 MANCINI. Il match richiede tempra: Gianluca ne ha da vendere, la mette tutta in campo, commette una sola piccola sbavatura, peraltro senza conseguenze, e nemmeno cade nel tranello comasco della provocazione, finendo immacolato.

IL TECNICO - 6,5 GASPERINI. Esce da un campo difficile con un punto e pochi rischi concreti, pur con gli episodi tutti a sfavore, per fato avverso e non solo. La sua creatura sta diventando grande.

7 GOLLINI. L’ultima presenza risale a 10 mesi fa, addirittura a due anni la più recente in A. Eppure già in avvio mostra di non avere ruggine e si oppone in versione-Svilar alla minaccia di Paz. La tempestività in uscita non manca per l’intero match e in almeno altre due occasioni è decisivo sull’argentino. Nessuna paura, anche lui è pronto.

7 NDICKA. Elegante e serafico, ma prepotente negli interventi aerei, riduce Douvikas a “non pervenuto”. Ci vuole calma e sangue freddo: Evan li ha entrambi.

7 HERMOSO. Resta in campo circa un’ora, durante la quale si mostra pulito, concentrato, puntuale. A Paz concede appena le briciole e riesce anche a ripartire. Impeccabile.

6 MOLINA. Alterna buoni anticipi a pause insensate. L’imprecisione in fase di possesso è compensata dalla puntualità in quella difensiva e alla fine per come si mette la partita può bastare. Ma da lui serve di più.

6,5 DE ROON. Senza Cristante c’è bisogno di esperienza, fosforo, duttilità, letture dei momenti: tutte doti di cui Marten dispone in quantità. E alla prima da titolare tampona, lotta e porta saggezza: il suo giallo a inizio ripresa è solo un tributo alla sceneggiata lombarda pre intervallo. Ma la sostanza c’è.

5 KONÉ. Unica falla della falange gasperiniana: approssimativo con il pallone fra i piedi, molle nei contrasti, svagato in entrambe le fasi. In sintesi: fuori contesto.

6 WESLEY. L’anno scorso questa è stata la sua partita nel bene e nel male. Stavolta fa “X”: a fine primo tempo può ridiventare protagonista suo malgrado, ma Fabbri cambia indirizzo.

6 PELLEGRINI. Sei mesi dopo l’ultima presenza rientra in campo. E con la fascia da Capitano. Subito può lasciare il segno, ma il suo piazzato si stampa sul palo. Un tempo a buoni ritmi per ora può bastare.

7 DYBALA. L’occasione più maiuscola della prima parte capita sul suo mancino, che però per una volta non si rivela all’altezza delle magie del passato. Ma poi prende in mano la squadra, aggiungendo sostanza alle prelibatezze, soprattutto in dieci, quando per personalità e dedizione rasenta il commovente.

5,5 MALEN. Vivacissimo fin dalle prime battute, arriva a un passo dalla rete a metà primo tempo facendo tutto da solo, ma dopo aver saltato Butez l’angolo di tiro si stringe troppo. A inizio ripresa il fattaccio. La verve agonistica gli costa cara: è più deciso che cattivo, ma alla fine Fabbri lo caccia. E senza Don bisogna faticare il triplo.

6 SOULÉ. Entra a inizio ripresa per dare alla manovra offensiva una marcia diversa, poi l’espulsione scompagina i piani e deve ripiegare e sacrificarsi, quasi da terzino.

6 BALERDI. Prova a rimettere un po’ d’ordine nella fase più confusa.

6,5 RENSCH. Un quarto d’ora col piglio giusto, in cui rischia due volte l’incolumità: una buona copertura su Rodriguez gli costa la spinta dell’avversario su un cartellone, poi Baturina attenta al suo volto.  Forza e coraggio. Devyne ne ha.

S.V. LULLI. Una manciata di minuti, senza riuscire a sfruttare la rapidità.

S.V. PISILLI. Aggiunge dinamismo alla mediana nella fase finale.

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