Como-Roma: incertezza Fabbri, caos sui cartellini e rosso severo per Malen
L’aria del lago non deve far benissimo ai direttori di gara che vengono inviati a arbitrare il tanto gongolato club lombardo
(GETTY IMAGES)
L’aria del lago non deve far benissimo ai direttori di gara che vengono inviati a arbitrare il tanto gongolato club lombardo. Chissà, poi, se la Roma riuscirà mai a giocare undici contro undici al Sinigaglia contro il Como. In ogni caso c’è sempre Wesley di mezzo. Sì, perché prima dell’espulsione di Malen dopo pochi minuti della ripresa è ancora tra il brasiliano e Diao l’episodio che cambia la partita. Almeno quella di Fabbri di Ravenna.
Fino al minuto di recupero del primo tempo a Fabbri possiamo imputare “solo” di non aver ammonito Caqueret (il più graziato dei comaschi da inizio campionato...) per aver impedito a Hermoso la ripresa del gioco (condotta antisportiva, giallo automatico). Poi al 46’ con Diao scappato in velocità in posizione laterale, come in occasione della gara della scorsa stagione, Wesley lo insegue toccandolo con le ginocchia in corsa. Il romanista, memore delle sempre troppo “fragili” gambe del senegalese, fa di tutto per non impattare. Fabbri interpreta come, crediamo, vorrebbe Orsato e lascia correre. Il Como vorrebbe l’espulsione, ma anche fosse fallo, c’è Ndicka che può raggiungere il parametro (più giusto, in caso, il giallo per aver fermato un’azione pericolosa). Fabbri però ammonisce Diao per proteste. Si scatena il consueto inferno da David di Donatello sulla panchina del Como (nessuna sanzione). Lo stadio sembra una corrida e Fabbri è accerchiato.
Tutto pronto per la ripresa: altre proteste nel tunnel prima di ricominciare, con Fabbri intento a dare altre spiegazioni ai giocatori del Como. Fischio di inizio e de Roon cintura Kaiki in velocità: cartellino giallo non quotato. Volendo, anche plausibile. Ma solo l’inizio: al 7’ Couto si becca con Hermoso in attacco vicino alla bandierina del calcio d’angolo e cade come corpo morto cade. Poi l’episodio che cambia la partita, quella della Roma di sicuro: Ramon trattiene ripetutamente Malen, Fabbri dà il vantaggio, l’olandese però perde il pallone e entra duro su Kaiki che sta riconquistando la sfera. Fabbri è di spalle all’azione e si “fida” del salto plateale di Donyell per riconquistarla: l’intervento è tosto, ma sul pallone, non cattivo, basso (niente caviglia come dicono in tv, basta avere gli occhi aperti), nessun tacchetto esposto. Ovviamente prende anche il giocatore e questo “aiuta” Fabbri a prendere la decisione da zona grigia. Rosso diretto per grave fallo di gioco (dovrebbe arrivare un turno di squalifica, se non è stata refertata la condotta violenta). Malen è incredulo e, come Gasperini, chiede ripetutamente il fallo precedente per il vantaggio non concretizzato. Il Var non interviene per far cambiare la decisione all’arbitro (per i curiosi dell’uniformità di giudizio consigliamo la visione del minuto 93’ di Lecce-Bologna e dell’ammonizione comminata a El Azzouzi per fallo su Fatah...).
Ormai è in discesa la gara di Fabbri: giallo anche per Koné, giusto per intervento ai limiti sul polpaccio di Perrone e giallo severissimo per Soulé che protesta dopo un calcio d’angolo regalato al Como (Var disattento). La partita di Fabbri finisce poi per infortunio al 22’ del secondo tempo (problema al ginocchio). Subentra Sozza e il clima è diverso, tutto più calmo. Unico episodio: al 90’ Baturina tenta una rovesciata ma prende la faccia di Rensch e il cartellino è solo giallo.
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