Le pagelle di Fenerbahce-Roma 1-1: Ndicka di prepotenza
Evan riduce la prestazione di Muriqi a una sequela di tuffi e soffre poco anche Lukaku. Cristante canta e porta la croce. Dybala illumina, Malen decisivo pure senza rete. Esterni sottotono
(GETTY IMAGES)
Punto di partenza. La Roma debutta in Champions con un pari prezioso sul difficile campo del Fenerbahce. Al primo tempo dominato fa da contraltare una ripresa con qualche errore e sofferenza di troppo. Alla fine il risultato è giusto. Pochi rimpianti.
IL MIGLIORE - 7 NDICKA. Se la vede con Muriqi, che al di là dei trascorsi discutibili si segnala soprattutto per la spiccata tendenza ai tuffi. D’altra parte Evan gli lascia solo quelli: fra rincorse e anticipi prepotenti quasi lo rende tenero. Quasi però. Lo è senz’altro meno Lukaku, ma il nostro 5 non fa sconti nemmeno agli ex della parte giusta. Tracotante.
IL TECNICO - 6,5 GASPERINI. La squadra segue i suoi auspici, imponendosi fin dal principio con personalità. Una disattenzione difensiva lo tradisce, ma il pari nel catino di Istanbul ci sta eccome.
7 SVILAR. Interviene due volte nel giro di un paio di minuti a inizio gara, ma senza ricorrere ai miracoli. Per quelli attende il secondo tempo, quando soprattutto in uscita risulta provvidenziale in almeno due circostanze. Può poco sul gol.
6 MANCINI. Attento come da copione reiterato nella parte di gara in cui di storia ce n’è poca. Dall’intervallo però torna con voglia di azzardare e l’uscita che causa il pari turco si rivela un rischio poco calcolato.
6,5 HERMOSO. Dalle sue parti si aggira, almeno in avvio, l’avversario più temuto. Lui però non si scompone, lo tiene a bada e lo costringe a cambiare rotta. Non pago, si concede anche qualche sortita in avanti, dove ha già mostrato di poter fare male a chiunque. Hai visto mai... Bello e impassibile.
5,5 RENSCH. L’accesso in Champions porta la sua firma e Gasp ricambia schierandolo dall’inizio. L’olandese però sembra timido, accelera poco e rischia perfino il patatrac quando si perde Aydin a tu per tu con Mile. Poi rimedia parzialmente, anche col riflesso prodigioso del compagno.
7 CRISTANTE. Unico testimone diretto (in campo ) dell’ultima Champions romanista. Lotta, recupera mille palloni, qualcuno ne sbaglia anche, certo, ma è davvero sempre al posto giusto nel momento giusto. E sigla il vantaggio con una rasoiata chirurgica. Cala nel finale, ma dopo un notevole dispendio di energie. Stakanovista.
5,5 KONÉ. La cosa migliore la fa nella fase di pressing collettivo e ai limiti dell’asfissiante, quando ruba palla ai limiti dell’area avversaria e la apre a Paulo. Per il resto appare poco reattivo, anche se il cambio è dovuto a un problema fisico.
5,5 WESLEY. La freccia della stagione scorsa ancora non si vede: tiene le marce basse e a volte sembra pure un po’ svagato. Ridatecelo.
6 SOULÉ. La buona volontà senza dubbio ce la mette, ma non sempre le scelte sono corrette. Sfumato.
6,5 DYBALA. Quando si accende si ha sempre la sensazione che qualcosa di importante possa accadere. Sua la prima conclusione e gli spunti più preziosi. Ma non riesce a pungere.
6,5 MALEN. La muraglia turca in avvio non gli concede un centimetro e allora inizia a girare alla larga dell’area. La scelta si rivela saggia: da sinistra salta avversari come birilli e propizia l’1-0. Trova spazio solo una volta e in un lampo sfiora la traversa. Nodale, anche senza rete.
6 PISILLI. Rileva Koné e quantomeno aggiunge ritmo. Ma da trequarti in su difetta in precisione.
6 MOLINA. Entra nella fase di partita più convulsa e a propria volta ne resta un po’ ingarbugliato.
6,5 BALERDI. Poco più di venti minuti in campo con lo stesso piglio già messo in mostra all’esordio in Serie A: attento, deciso, tignoso.
6 MORA. Gasp si affida alla sua rapidità per riaprire le linee nemiche: qualche guizzo lo trova pure, ma il più delle volte rimbalza sulla difesa dei padroni di casa.
S.V. DE ROON. Il tecnico lo conosce come le sue tasche e sa che quando c’è da congelare il match uno come lui è perfetto. Lo mette dentro nel finale per tenere botta.
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