Le pagelle di Lecce-Roma 0-4: Ghilardi è ovunque
Malen si conferma una sentenza ai limiti del disumano. Lulli non si ferma mai. Il centrale ex Verona sostituisce Ndicka in extremis: dominante in difesa, pericoloso davanti
(GETTY IMAGES)
Poker, conferma, dominio vetta. Dopo la Fiorentina, la Roma annichilisce anche il Lecce al Via del Mare con una prova in cui è difficile trovare qualcosa di negativo. Anzi, probabilmente è abbastanza inutile cercarlo, meglio far parlare il campo e continuare così.
IL MIGLIORE - 8 MALEN. Dopo nemmeno 5’ si sblocca con un gol di rapina. Poi con un tocco di classe pura segna un’altra doppietta, aggiungendo corsa, lotta e lavoro con i compagni. Per ricordarsi di essere umano sbaglia anche un paio di chance nella ripresa ma, dopo 5 gol in due partite, si fa fatica a crederci. Devastante.
L'ALLENATORE - 8 GASPERINI. Guida una squadra dall'impressionante equilibrio tra pressione offensiva e attenzione dietro: pura espressione delle intenzioni dell’allenatore. Esaltante.
6.5 SVILAR. Impegnato solo in un’occasione nel primo tempo risponde presente. Qualche intervento in più nella ripresa, per lui oggi poco lavoro, ma quando serve c'è sempre.
7 MANCINI. Si ritrova a sorpresa leader al centro della difesa e guida tutti con precisione. Quando nei compagni aumentano la stanchezza e le imprecisioni è il primo a rimanere lucido e metterci una pezza.
7.5 HERMOSO. Esperienza e personalità. Concede qualcosa nel finale ma al 90’, sul 4-0, lo trovi comunque nella trequarti avversaria a entrare in scivolata. Generoso.
8 GHILARDI. Scopre di dover scendere in campo dall'inizio soltanto nel riscaldamento per il forfait di Ndicka e risponde con una prestazione maiuscola, tra le migliori da quando è alla Roma. È ovunque tra chiusure, lotta sull’uomo e inserimenti in attacco che quasi gli fruttano anche un assist. Enorme.
7.5 LULLI. Corre, spinge, recupera, lotta. Ancora per 90'. Rispetto alla gara con la Viola partecipa anche di più in attacco sbagliando comunque poco. Risorsa, presente e futura.
7.5 KONÉ. Prende il controllo del centrocampo da subito. Dominio fisico totale e tecnicamente va in crescendo. Prima di uscire prova anche a incidere davanti: lì ancora manca, ma conta poco.
7 CRISTANTE. Non è precisissimo in impostazione ma gestisce bene tanti palloni difficili nello stretto. È sempre fondamentale in non possesso nel limitare le già poche idee del Lecce. Anche lui non molla un centimetro.
6.5 WESLEY. In una prestazione di gruppo sfavillante è quello che forse brilla di meno. Resta comunque la spinta e l’attenzione in una prova abbondantemente sufficiente.
7.5 SOULÉ. Scelto da titolare in trequarti impiega qualche minuto a prendere le misure ma poi trova il ritmo sulla corsia e spinge forte dalla sinistra e centralmente. Sbaglia un gol ma ne segna un altro, meritato, che sblocca la sua stagione.
7 DYBALA. Il voto non è più alto solo perché sbaglia un gol che per lui sembra surreale. Per il resto però è la solita “Joya”, riferimento assoluto per la manovra offensiva, incide sul primo gol di Malen per opportunismo e reattività e salva persino un gol sulla linea nel secondo tempo.
8 MALEN. Dopo nemmeno 5’ si sblocca con un gol di rapina. Poi con un tocco di classe pura segna un’altra doppietta, aggiungendo corsa, lotta e lavoro con i compagni. Per ricordarsi di essere umano sbaglia anche un paio di chance nella ripresa ma, dopo 5 gol in due partite, si fa fatica a crederci. Devastante.
7 MORA. Subentra col piglio giusto e subito regala a Dybala un cioccolatino solo da scartare da dentro l’area. Poi da posizione centrale trova la sua prima gioia da romanista e continua a produrre gioco con qualità e rapidità d’esecuzione. In qualche circostanza pecca di leziosità, ma non c’è dubbio: il ragazzo si farà.
6 MOLINA. Debutta a sinistra e da il “la” all’azione che porta alla chance sprecata da Dybala. Sbaglia qualcosa ma troverà una condizione migliore.
6 CASTRO. Come con la Viola, entra con l’argento vivo addosso. Inizialmente Gasp lo richiama alla calma quando calcia in modo un po’ affrettato ma poi lo applaude per la voglia e la dedizione nonostante il risultato largamente acquisito.
6.5 PISILLI. Strappa in avanti un paio di palloni pesanti per rifiatare nei momenti in cui era importante non concedere campo alle speranze del gol della bandiera.
S.V. DE ROON. Debutta nel finale. Aiuterà.
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