La Roma versione europea sfodera il suo volto migliore, come spesso gli è accaduto nell'ultimo anno e mezzo. Il risultato la premia fino a un certo punto e comunque non come avrebbe dovuto. Ma il vantaggio del primo round è un tesoretto da conservare in vista del viaggio in Portogallo.

IL MIGLIORE: 8 ZANIOLO - Nel mambo italiano messo in campo dalla Roma è ancora il più giovane a condurre le danze. Da veterano. Esterno alto a destra, mezzala, trequartista, nel 433 come nel 4231, per lui non fa differenza: dategli un pallone e vi farà divertire, spalancare la bocca, spellare le mani. Anche esultare. Perfino col piede meno congeniale, come sul primo gol, quando trova un angolino introvabile a occhio umano. Se poi gli si acuisce anche l'istinto del killer come sul raddoppio, allora giù il cappello e su le mani. Applausi.

6 MIRANTE - Per buona parte della partita non è impegnato, ma quando occorre si fa trovare pronto. Non può nulla sulla rete.

6,5 FLORENZI - Riproposto terzino non sfigura. Anzi. Puntuale negli anticipi e pronto a ripartire, in netta risalita rispetto all'ultimo periodo.

6,5 MANOLAS - La gara è più da posizione che da rincorse, ma lui si fa trovare pronto e concede pochissimo.

6,5 FAZIO - Attento e concentrato: di testa sono tutte sue come spesso gli capita, di piede non sbaglia nulla e si permette anche il lusso di qualche sortita offensiva. In crescita.

6,5 KOLAROV - I primi pericoli hanno spesso il suo zampino. Nel primo tempo un'entrata da codice penale (non punita) attenta alla sua incolumità. A fine match prova a ristabilire il doppio vantaggio da angolo impossibile, ma Casillas gli nega l'ennesimo timbro di una stagione sopra le righe in ogni senso.

7 CRISTANTE - Morde le caviglie avversarie con costanza, ma non per questo rinuncia a usare i piedi anche per costruire. Suo il primo squillo della ripresa, con un numero in piena area concluso da un sinistro centrale. Moto perpetuo.

7 DE ROSSI - Torna in Champions dopo quasi quattro mesi, si piazza lì nel mezzo a comandare le operazioni e lo fa con la consueta maestria. È lui a suonare la carica, lui ad abbracciare Mirante al 2-0 (un must ormai la sua esultanza a distanza), ancora lui a sbrogliare le situazioni più complicate. Il ritorno del Re.

7 PELLEGRINI - Fra i primi a chiamare il pressing, ruba palloni d'oro sulla trequarti avversaria che solo la sfortuna non valorizza come meriterebbero. Va in percussione a più riprese, fin quando stremato viene rilevato da Nzonzi.

7,5 DZEKO - Sente profumo di Champions e (ri)sale in cattedra. Il numero con cui aggancia e insieme fa fuori un avversario è da lectio magistralis, ma il palo gli nega l'ovazione. Allora si dedica agli assist: è lui a servire a Zaniolo quello per il vantaggio, in coabitazione col legno avverso il secondo.

6,5 EL SHAARAWY - Corre che è un piacere, per tutto il match. Anche di più per coprire. Generosissimo.

S.V. NZONZI - In campo al termine della gara per dare fiato a Pellegrini.

S.V. SANTON - Pochi minuti, ma utili a serrare le fila nella sofferenza finale.

S.V. KLUIVERT - Entra nel recupero.