La risposta che serviva. La Roma si mette alle spalle la serata da incubo in Conference, entra in campo con personalità (e formazione) totalmente diversa e tiene testa alla capolista, sfiorando anche più volte il vantaggio. E quel che più conta, mostra di aver assorbito il colpo, senza aver smarrito intensità e grinta.

6.5 MOURINHO I fedelissimi non lo tradiscono: inizio arrembante, finale senza mollare la presa e sofferenze nel mezzo limitate. Il permaloso Massa gli sventola il rosso.

6 PATRICIO Praticamente inoperoso per tutto il match, quando viene superato sono i due centrali a guardargli le spalle. Rischia di combinarla grossa nel finale, ma il suo "liscio" di piede non ha conseguenze.

6,5 KARSDORP Di fronte ha Insigne, che non è mai un cliente comodo e qualche grattacapo lo crea. Ma non lo frena quando si tratta di proporsi.

7 MANCINI L'espressione feroce mancata in coppa è quella dipinta sul suo volto, che diventa ancora più truce quando Osimhen lo scalcia a palla lontana, senza interventi di arbitro e Var. S'immola sul palo dopo un'ora per anticipare ancora il nigeriano e sfiora anche il gol col solito colpo di testa. Indomito.

7 IBANEZ Unico titolare di movimento della serataccia norvegese di nuovo in campo dal 1', non si concede altre pause. Attento in marcatura e puntuale negli anticipi, sbarra l'area in coabitazione con Mancio.

6,5 VIÑA Si oppone all'altro mancino Politano: il mismatch non sempre è semplice, ma lui non molla mai.

Il MIGLIORE - 7 CRISTANTE Fisicità e geometrie. Vince contrasti in serie, detta i tempi di gioco e innesca i compagni con lunghi lanci. L'occasione d'oro di Abraham nasce proprio da una sua riconquista palla e immediata verticalizzazione. Pressa ovunque e quando le energie potrebbero legittimamente calare, le moltiplica guidando la squadra nella risalita in campo avverso. Senza tregua.

6,5 VERETOUT Per un tempo sradica palloni dai piedi avversari e dà fondo al serbatoio personale. Nella ripresa cala il dinamismo, non la voglia di lottare su ogni pallone: nella fase migliore della seconda parte è lui a chiamare la carica.

6,5 ZANIOLO Nei primi 4 minuti se ne va via tre volte di forza, sintomo che lo stop (e i relativi timori) di Torino è alle spalle. Nel resto della sfida si accende a intermittenza, ma ogni transizione o quasi passa da lui e per fermarlo gli avversari sono costretti spesso alle cattive.

6,5 PELLEGRINI Suo il primo tentativo verso Ospina, ben indirizzato ma deviato. Fatica a trovare spazi fra le linee avversarie molto strette e allora abbassa il raggio d'azione fin quasi da regista classico. Ma riesce ancora a presentarsi sotto porta e a restare nel vivo del gioco.

5,5 MKHITARYAN Che la sua serata non sia delle più brillanti lo si intuisce fin dalle prime battute: errori di misura non comuni per uno coi suoi piedi. Inevitabile il cambio.

6 ABRAHAM A inizio gara è tradito dai rimpalli mentre viene lanciato nello spazio, ma rimedia la solita dose di applausi per la generosità quando ripiega fino all'area di Rui e recupera palla. Dall'altro lato ha l'occasionissima del primo tempo, ma sbaglia mira, anche perché toccato da dietro. E sul rientro in campo dal soccorso medico incassa perfino il giallo. Dedizione continua.

5,5 EL SHAARAWY La sindrome di Micki lo contagia e al contrario delle abitudini spreca i palloni più invitanti.

S.V. SHOMURODOV Rileva Abraham nel finale.